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	<title>Factory snc &#187; turismo</title>
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		<title>Catturare e Affiliare!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 13:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-966" href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/04/02/come-afferrare-i-clienti-e-non-lasciarli-piu/mani/"><img class="alignnone size-full wp-image-966" title="mani" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/mani.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>Immaginate di <strong>essere il rappresentante di una macchina per  caffè</strong> e di aver deciso di promuovere il vostro prodotto ad una  fiera di settore. In molti si fermano al vostro stand, provano il caffè,  vi fanno i complimenti, alcuni decidono di acquistare la macchina, ma  la maggior parte delle persone vi salutano cordialmente e decidono di  guardare anche gli altri stand per testare le altre macchine da caffè  prima di acquistare.</p>
<p>Magari prendono il vostro biglietto da visita o si segnano il vostro  nome, in modo da potervi eventualmente contattare in un secondo momento.  Usciti dalla fiera però, molti perdono quel biglietto o dimenticano il  vostro nome, tanto da <strong>rendere vano il vostro tentativo  promozionale</strong>.</p>
<p><strong>Questa vicenda non dovrebbe suonarvi nuova: in realtà è  quello che accade ogni giorno sul sito ufficiale del vostro albergo! </strong></p>
<p>Se andiamo ad analizzare <strong>il tasso di conversione del sito di  un hotel, in termini di prenotazioni dirette, probabilmente nelle  migliori delle ipotesi, questo non supererà l’1%-3%</strong>. Questo  vuol dire che ogni 100 visitatori che arrivano sul sito, 1 o pochi più  decidono di acquistare, mentre gli altri se ne vanno. Magari per tornare  in un altro momento, ma purtroppo nella maggior parte dei casi, per non  tornare mai più.</p>
<h4>Creare una buona mailing list per mantenere i contatti:</h4>
<ul>
<li><strong>Newsletter</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Connessione ai canali sociali</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Concorsi a premi</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Bonus gratuiti</strong></li>
</ul>
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		<title>Turismo: Nuove strategie online</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quali strategie di promozione attraverso i nuovi canali di marketing non convenzionali?
Se ne è parlato al Buying Tourism Online a Firenze.
Di nuovo, al BTO 2009, c&#8217;è molto. Tanto che l&#8217;unica cosa &#8220;vecchia&#8221; rischia di essere internet! Ma è la rete a farla da padrone e ad offrire al mondo del turismo la chiave di volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-961" title="turismo1" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/turismo1.jpg" alt="turismo1" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Quali strategie di promozione attraverso i nuovi canali di marketing non convenzionali?</strong><br />
Se ne è parlato al Buying Tourism Online a Firenze.</p>
<p><strong>Di nuovo, al BTO 2009, c&#8217;è molto. Tanto che l&#8217;unica cosa &#8220;vecchia&#8221; rischia di essere internet!</strong> Ma è la rete a farla da padrone e ad offrire al mondo del turismo la chiave di volta per promuovere se stesso e per far uscire dal torpore economico le attività di settore. Di questo sono convinti i tanti operatori e illustri professionisti che nei giorni scorsi si sono avvicendati sul palcoscenico della seconda edizione del BTO nel capoluogo toscano: un momento di scambio, incontro e formazione dedicato ai fornitori di nuove tecnologie e agli operatori del turismo. Un&#8217;edizione che, tanto per evidenziare il crescente interesse per queste nuove soluzioni, ha registrato un incremento netto di partecipazione pari al 300%. Grandi i numeri che sono stati presentati all&#8217;attenta platea e molti, dicevamo, i personaggi e le aziende che hanno dato credito alla manifestazione: da Amadeus a Tripadvisor, da Expedia a Eyefortravel, fino ad arrivare ai più grandi motori di ricerca come Google e Yahoo, e a realtà tutte italiane come Zoopa.it e Ninjamarketing.it, solo per citarne alcuni.</p>
<p><strong>Il fil rouge degli interventi è per tutti internet e i suoi molti canali di comunicazione,</strong> terra di mezzo e mezzo di incontro tra la domanda e l&#8217;offerta, mezzo che tiene al centro la persona e i suoi bisogni, le strutture e le sue facilities, il territorio e le sue tipicità. Molto è cambiato in questo settore rispetto a pochi anni fa. Oggi l&#8217;esigenza di viaggio è cambiata, non più lunghi momenti di pausa, ma momenti brevi e frequenti, esperienze più compatibili con il diverso ritmo di vita e di lavoro. Il turista è consapevole delle proprie scelte, si pone nei confronti della propria esperienza di viaggio con atteggiamento propositivo. Sceglie dove andare, sceglie la struttura in cui risiedere, quali mete visitare e quali itinerari seguire. E&#8217; quindi determinante saper promuovere il proprio territorio o la propria struttura attraverso nuovi linguaggi, aprire una nuove forma di comunicazione, essere alla portata del turista. Il turismo non è più di massa, si fa di nicchia, di eccellenza, risulta quindi più difficile da un lato forse divulgarlo, ma allo stesso tempo, in quanto peculiare, si rende disponibile a trasformarsi in esperienza e può essere promosso proprio in virtù della sua unicità.</p>
<p><strong>Molti i suggerimenti e le nuove tecnologie che si possono mettere in atto.</strong> A partire da quelli più economici, i social network come Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, in cui far girare i propri siti o i propri blog, caricare immagini o i propri post, in cui creare una community attraverso la quale lanciare le nuove offerte, scambiare opinioni sui luoghi da visitare, raccogliere i commenti e le recensioni genuine dei clienti. La rete si muove dal basso, dove la credibilità si costruisce attraverso la condivisione e la partecipazione delle proprie esperienze in modo semplice e spontaneo.</p>
<p><strong>All&#8217;altro estremo delle proposte di promozione turistica troviamo l&#8217;uso applicato di nuove tecnologie,</strong> che in breve tempo saranno in grado di cambiare ed arricchire il modo di fare esperienza di viaggio, come la realtà aumentata, una nuova frontiera di comunicazione che sovrappone una realtà virtuale a quella che percepiamo attraverso i nostri sensi arricchendola di notizie, immagini e informazioni. Basterà quindi un cellulare di nuova generazione per leggere attraverso il suo schermo la storia di questo o quel Duomo o trovare l&#8217;albergo a noi più vicino semplicemente leggendo le didascalie che si sovrapporranno alle immagini sullo schermo.</p>
<p><strong>Investire in promozione è comunque importante, fondamentale,</strong> come dimostra il progetto realizzato da Fondazione Sistema Toscana &#8211; Intoscana.it ed il suo ormai famoso spot VoglioVivere Così, chiari esempi di investimento realizzato da reti tra enti e imprese per la comunicazione condivisa e compartecipata del proprio territorio sperimentando percorsi alternativi di comunicazione.</p>
<p><strong>Le nuove tecnologie e forme di comunicazione stanno semplificando e agevolando,</strong> a volte in modo estremamente economico, la divulgazione delle informazioni, delle mete di viaggio, dei nuovi modi di fare turismo; ma la grossa spinta al settore potrà arrivare solo mettendo in campo la propria inventiva e capacità imprenditoriale. Sperimentare, inventare e proporre con lo sguardo rivolto alla lunga distanza. Progettando il proprio futuro, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo, mettendoci ogni giorno alla prova con nuove esperienze mantenendo fede alle proprie radici, lavorando con entusiasmo. Come se ogni giorno, fosse sempre il primo giorno.</p>
<p>Info <a href="http://www.tuttoggi.info/articolo-19056.php" target="_blank"><strong>tuttoggi.info</strong></a></p>
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		<title>Porn Day per YouTube</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-957" title="Old Porn" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/porn.jpg" alt="Old Porn" width="950" height="450" /></strong><br />
Chi ha provato a connettersi un pò di tempo fà al più famoso sito di contenuti condivisi avrà probabilmente pensato di aver sbagliato link; invece le centinaia di filmati con chiari riferimenti e immagini ad alto contenuto erotico erano proprio su YouTube, noto per le sue misure alquanto restrittive adottate quando un filmato non viene considerato consono e dignitoso per i propri utenti. I due siti americani 4chan e Ebaum&#8217;s Word, organizzatori del Porn Day per protestare contro le policy severe di YouTube, hanno letteralmente mandato in tilt il portalone, ma soprattutto hanno mandato in confusione i tecnici del sito, che hanno dovuto analizzare attentamente ogni singolo filmato caricato per poi eliminare quelli incriminati. La tecnica adottata per eludere le norme restrittive è stata molto efficace: i video in upload venivano intitolati con i tag considerati più popolari (es Jonas Brothers) e le immagini erotiche comparivano soltanto dopo il primo minuto di download nascosti, per esempio, dietro le parole di un&#8217;apparentemente innocua intervista. I video incriminati non sono ancora stati totalmente rimossi. Per recuperare la verginità perduta YouTube dovrà attendere ancora alcuni giorni.</p>
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		<title>LastMinute via Twitter? Inoqo!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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Non avete un account Twitter ma vorreste provare ugualmente a sfruttare questo canale per promuovere il vostro hotel? Tra i tanti strumenti Travel che stanno nascendo per Twitter, ce n’è uno a cui potete accedere anche senza possedere un account, per promuovere offerte lastminute rivolte ad un pubblico super targettizzato. Il sito in questione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-935" title="twitter1" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/twitter1.jpg" alt="twitter1" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Non avete un account Twitter ma vorreste provare ugualmente </strong>a sfruttare questo canale per promuovere il vostro hotel? Tra i tanti strumenti Travel che stanno nascendo per Twitter, ce n’è uno a cui potete accedere anche senza possedere un account, per promuovere offerte lastminute rivolte ad un pubblico super targettizzato. Il sito in questione è <strong><a title="http://www.inoqo.com/" href="http://www.inoqo.com/" target="_blank">Inoqo</a></strong>, una piattaforma che permette agli albergatori di proporre offerte “uniche ed a costi vantaggiosissimi” rigorosamente a scadenza di 48 ore ad un pubblico di utenti regolarmente iscritti, che chiedono di essere messi al corrente delle offerte relative a svariate città, direttamente su Twitter.</p>
<p><strong>Alta visibilità e basse commissioni</strong></p>
<p>Non sono ancora moltissimi gli hotel proposti da <strong><a title="http://www.inoqo.com/" href="http://www.inoqo.com/" target="_blank">Inoqo</a></strong>, definito “motore di ricerca” per lastminute su Twitter, ma l’idea e buona e potrebbe diffondersi molto velocemente. Soprattutto, dal momento che molte destinazioni italiane non sono ancora coperte, potreste avere l’opportunità di essere i primi a farlo. Il sito promette di aiutare a “risollevare l’occupazione dell’hotel in un mercato in cui i viaggi lastminute sono sempre più ricercati”, offrendo:</p>
<ul>
<li>Registrazione gratuita senza necessità di possedere un account;</li>
<li>Pubblico altamente targettizzato;</li>
<li>Possibilità di promuovere pacchetti non-refoundable speciali, proposti solo per <strong><a title="http://www.inoqo.com/" href="http://www.inoqo.com/" target="_blank">Inoqo</a></strong> e validi solo per 48 ore, che non compromettono la rate-parity;</li>
<li>Rivendita di camere rimaste vuote per cancellazioni dell’ultimo minuto (permette infatti ai clienti di prenotare fino a tre ore prima del check-in);</li>
<li>Commissioni del 15%;</li>
<li>Nel caso si possieda un account Twitter, possibilità di integrazione di <strong><a title="http://www.inoqo.com/" href="http://www.inoqo.com/" target="_blank">Inoqo</a></strong>, in modo da raggiungere un’audience più ampia possibile;</li>
</ul>
<p><strong>I casi di successo su Twitter in ambito travel.</strong> Alcuni recenti studi hanno dimostrato che Twitter sta producendo un interessante ritorno economico proprio per alcune grandi aziende del settore turistico: aziende che hanno visto aumentare le prenotazioni proprio grazie ad un giusto utilizzo di Twitter e ad un’interazione più diretta con i propri clienti. In un prossimo articolo analizzeremo proprio questi casi di successo. Intanto, se ancora non avete un account Twitter per promuovere la vostra struttura, ricordate che per adesso sono ancora pochissimi gli alberghi italiani che ne hanno uno e lo utilizzano, dunque adottandolo da subito, potreste acquistare un vantaggio competitivo su altri alberghi.</p>
<p><strong>Con questa piattaforma, gli albergatori possono riempire</strong> le loro camere invendute nelle ultime 48 ore (pagando una commissione del 15%), e i viaggiatori possono risparmiare grazie a tariffe agevolate offerte per stimolare la prenotazione. Le offerte sono aggiornate in tempo reale e coprono le maggiori città turistiche del mondo, anche se presumibilmente la copertura non potrà che aumentare. Il servizio è stato lanciato da un paio di settimane, quindi le offerte sono ancora poche (la maggior parte Hotel 4-5 stelle di lusso), ma l’idea mi sembra interessante. Provando a curiosare, in questo momento su Roma viene proposto un weekend di due notti al lussuosissimo Sheraton Golf Parco de’ Medici Hotel &amp; Resort 4 stelle, che include anche colazione, vino e fragole all’arrivo e navetta gratuita per il centro di Roma a €55 a persone per notte (anzichè €95.5).<strong></strong></p>
<p><strong>What is Inoqo?</strong> Inoqo (in-OH-ko) is the best way to find true last-moment, great value hotel packages. We connect travelers who need a hotel room at the last-moment, with hotels that are eager to fill rooms. Both sides win! Okay, so how is Inoqo different? Our offers are only for check-in within about 48 hours. These are true last-moment offers, every time. Our hotel partners list packages not found anywhere else. We publish our offers on Twitter. Easy, effective, and instant (see sidebar).</p>
<p><strong>Who uses Inoqo?</strong> Business travelers &#8211; save money and find a room, even on very short notice.  Holiday makers &#8211; looking for an unplanned getaway? Inoqo has unique last-moment packages in great city break locations. Corporate travel arrangers &#8211; subscribe to CityStreams for the cities where your offices are located and save time and money<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Why is Twitter useful?</strong> Twitter is real-time. Subscribe to our CityStreams on Twitter to receive hotel offers instantly, just when you need them. No more refreshing webpages or time-consuming searching: ideal offers comes to you!</p>
<p><strong>Inoqo on Twitter</strong>. Our Twitter CityStreams are easy to find. They&#8217;re all named &#8220;2&#8243; then the city name, then &#8220;hotels&#8221;.</p>
<p>Info<strong> <a title="BookingBlog" href="http://www.bookingblog.com/inoqo-promuovere-offerte-lastminute-su-twitter/" target="_blank">BookingBlog</a></strong></p>
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		<title>Il Futuro della Sanità è Web 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Coinciding with the launch of the Health  2.0 conference in San Francisco, Fast Company.com today published a by-lined  article produced by frog:
The Future  of Health Care is Social. “In this feature article, frog design uses its people-centered design  discipline to show how elegant health and life science technology solutions will  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-929" title="health_20" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/health_20.jpg" alt="health_20" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Coinciding with the launch of the <a href="http://www.health2con.com/">Health  2.0 conference</a> in San Francisco,</strong> Fast Company.com today published a by-lined  article produced by frog:</p>
<p><strong><a href="http://www.fastcompany.com/future-of-health-care">The Future  of Health Care is Social</a></strong>. “In this feature article, frog design uses its people-centered design  discipline to show how elegant health and life science technology solutions will  one day become a natural part of our behavior and lifestyle. What you see here  is the result of frog&#8217;s ongoing collaboration with health-care providers,  insurers, employers, consumers, governments, and technology companies.”</p>
<p><strong><a href="http://gizmodo.com/5375462/a-glimpse-into-whats-hopefully-the-future-of-healthcare">Gizmodo</a> called it “very cool stuff” and further commented: </strong>“The entire article is 9 pages of well-reasoned scenarios involve wireless  devices galore, dynamic health monitoring and remote doctor consultation. Some  of the technology looks to be lifted from Star Trek, but most of the ideas could  be implemented tomorrow, should someone bankroll the cash, time and necessary  legislation. (Keep in mind, US healthcare won&#8217;t even acknowledge devices as  practical as the iPhone.)”. You can also <a href="http://images.fastcompany.com/health-care/FC_FutureofHealthcare.pdf">download  the article as pdf</a>.</p>
<p>Info <strong><a title="Il Futuro della Sanità è 2.0 - The Future of Health Care Is Social" href="http://greenconceptlab.wordpress.com/2009/10/08/sanita-2-0-health-2-0/" target="_blank">GreenConcept LAB</a></strong></p>
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		<title>Il Potere del Passaparola</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/10/07/passaparola/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:24:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla base dei social network, come strumenti di comunicazione, c’è probabilmente il concetto di passaparola. Qualche tempo fa avevamo analizzato come sfruttarlo al meglio e oggi, una ricerca Nielsen, dimostra l’efficacia di questo strumento di comunicazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-925" title="passaparola" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/passaparola.jpg" alt="passaparola" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Alla base dei social network,</strong> come strumenti di comunicazione, c’è probabilmente il concetto di <a title="Passaparola" href="http://www.onemarketing.it/15/09/2008/il-marketing-del-passaparola-nellera-del-web-20/">passaparola</a>. Qualche tempo fa avevamo analizzato come sfruttarlo al meglio e oggi, una ricerca <a title="Nielsen" href="http://it.nielsen.com/site/documents/NielsenGlobalConsumerConfidenceReport1stHalf09.pdf">Nielsen</a>, dimostra l’efficacia di questo strumento di comunicazione, con dei dati concreti. Su un campione di oltre 25.000 consumatori di 50 Paesi del mondo, 9 intervistati su dieci si fidano dei consigli di persone che conoscono, mentre sette su dieci si fidano delle opinioni dei consumatori pubblicate online. In Italia questi numeri sono molto rilevanti: arriva all’85% la fiducia sui consigli di persone che si conoscono, mentre all’80% la fiducia per quelli pubblicati online. In generale, la percentuale di consumatori nel mondo che si fidano delle opinioni pubblicate online è del 70%.</p>
<p><strong>Questa fiducia che non può essere gestita,</strong> viene intercettata dalle aziende che cercano di creare sui propri siti web un’area dedicata allo scambio di idee, opinioni, consigli tra i propri clienti. inoltre, questa forma di comunicazione frutta con un minimo investimento, che in questo periodo di crisi, è fondamentale. Secondo la ricerca, inoltre, dall’aprile 2007 la sponsorizzazione del brand ha fatto registrare il massimo aumento nel livello di fiducia: dal 49% dei consumatori internet al 64% dell’aprile 2009. Uno dei settori dove funziona al meglio questa comunicazione è quello turistico, dove oggi raccogliere solo informazioni in merito alla vacanza non basta: gli utenti necessitano di conoscere i pregi e difetti di un luogo in base all’esperienza altrui.</p>
<p>Info <strong><a title="OneWeb2.0" href="http://www.oneweb20.it/16/07/2009/passaparola-strategia-vincente-a-basso-costo/" target="_blank">oneweb20.it</a></strong></p>
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		<title>Il Futuro dell&#8217;Informazione sul Web</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/08/07/informazione-web/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
I media online, tutti i media online e principalmente i giornali, stanno disperatamente cercando un (nuovo) modo di monetizzare i propri contenuti, e così stanno pensando di re/implementare sottoscrizioni, micropagamenti, modelli freemium, in alternativa od integrati agli attuali modelli di free news sostenuti dalla pubblicità: questo però tentando altresì di imporre improponibili forzature legali al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-910" title="factorysnc-news1" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/factorysnc-news1.jpg" alt="factorysnc-news1" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>I media online, tutti i media online e principalmente i giornali,</strong> stanno disperatamente cercando un (nuovo) modo di monetizzare i propri contenuti, e così stanno pensando di re/implementare sottoscrizioni, micropagamenti, modelli <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Freemium">freemium</a>, in alternativa od integrati agli attuali modelli di free news sostenuti dalla pubblicità: questo però tentando altresì di <a href="http://www.stalkked.com/2009/07/15/media-metadati-imposti-anche-per-legge-al-web-per-proteggere-il-futuro-del-giornalismo/">imporre improponibili forzature legali al funzionamento di Internet</a> oppure <a href="http://www.stalkked.com/2009/07/26/online-news-i-differenti-approcci-al-web-di-associated-press-e-di-reuters/">conducendo improbabili battaglie contro motori di ricerca, aggregatori di notizie, ecc.</a> Perciò, forse il New York Times potrebbe diventare presto a pagamento, mentre, ad esempio, <a href="http://www.ft.com/cms/275bc334-3063-11dc-9a81-0000779fd2ac.html?segid=70011">il Financial Times permette agli utenti online, a seconda che siano registrati o meno, di leggere gratuitamente un certo numero di suoi articoli per un periodo massimo di un mese (chi invece vuole accedere a tutti i suoi contenuti per un periodo illimitato di tempo deve ovviamente sottoscrivere un abbonamento nonché pagare un corrispettivo)</a>.</p>
<p><strong>Il modello scelto dal Financial Times è quindi un modello freemium,</strong> il quale, se da un lato prova a monetizzare contenuti puntando su di un’audience fidelizzata, dall’altro non lo fa erigendo un muro tra questi e la Rete, ovvero tagliando fuori motori di ricerca ed opportunità di linking nei social networks/media, una scelta che di fatto si rivelerebbe catastrofica per il traffico web in ingresso garantito da questi/e ultimi/e e la quale avrebbe delle pesantissime ricadute sugli introiti pubblicitari.</p>
<p><strong>E i links condivisi/distribuiti dagli utenti dei social networks/media</strong> stanno diventando altrettanto importanti di <a href="http://www.stalkked.com/2009/04/14/web-il-ruolo-dei-links-nella-distribuzione-dei-contenuti-online/">quelli distribuiti dai motori di ricerca</a>, tanto che il servizio di URL shortening <a href="http://bit.ly/">bit.ly</a> (quello ufficialmente utilizzato da Twitter) registra attualmente in media 1 miliardo di clicks al mese, con <a href="http://paidcontent.org/article/419-bit.ly-wants-to-make-money-with-a-news-service-but-will-anyone-pa">bit.ly Inc. che sta ora valutando di creare un business fornendo un servizio di news in tempo reale</a>. Marissa Mayer, inoltre, VP Search Products &amp; User Experience di Google, nel video sottostante parla di complementarietà tra Twitter e Google per quanto concerne l’informazione sul Web ed il linking della stessa.</p>
<p><object width="605" height="490" data="http://www.youtube.com/v/Z6bFyVGvg28&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z6bFyVGvg28&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><strong>Siamo nell’era delle &#8220;<a href="http://blogs.harvardbusiness.org/now-new-next/2009/05/the-social-data-revolution.html">Social Data Revolution(s)</a>&#8221; </strong>diceva poi un articolo di Harvard Business Publishing riferito al marketing nonché all’e-commerce (ma anche l’informazione è un bene di primaria importanza), ed esso evidenziava che &#8220;<em>in 2009, more data will be generated by individuals than in the entire history of mankind through 2008</em>&#8220;. E c’è pure il fatto che &#8220;<a href="http://digital.venturebeat.com/2009/07/31/open-data-is-the-future-of-web-discovery/">Open data is the future of web discovery</a>&#8220;, come titola un articolo di VentureBeat, un fatto che riguarda tutto quello che la Rete contiene.</p>
<p><strong>Ma si possono davvero convincere gli internauti,</strong> praticamente abituati da sempre ad usufruire gratuitamente delle news, a pagare volontariamente l’informazione?</p>
<p><strong>Beh, non certo in base alla mancanza di alternative</strong> (Internet produce infatti <a href="http://www.stalkked.com/tag/information-overload/">information overload</a>), e probabilmente nemmeno puntando su di una reale (o presunta) superiorità dei propri contenuti. Forse però è possibile ricorrendo al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding">crowdfunding</a>, ossia chiedendo agli utenti Internet di donare micro-somme di denaro a fronte di articoli/news che trovano utili/interessanti/significative. Ebbene, sono diversi i sistemi che oggi consentono di implementare meccanismi di crowdfunding per i media online e dei quali potrebbero beneficiare anche i blogs (vedere altresì in proposito &#8220;<a href="http://www.stalkked.com/2008/03/11/long-tail-economy-un-modello-economico-per-lintera-blogosfera/">Long Tail Economy: un modello economico per l’intera blogosfera?</a>&#8220;: tra di essi <a href="https://payyattention.com/">Payyattention</a> e <a href="http://www.kachingle.com/">Kachingle</a>.</p>
<p><strong>Per quanto concerne Kachingle, ad esempio,</strong> il suo obbiettivo è quello di trasformare utenti Internet in &#8220;kachinglers&#8221; (supporters finanziari) di vari siti web o blogs. Tali utenti apriranno un account su Kachingle nel quale verseranno, diciamo, 5 dollari al mese, dopodiché cliccheranno su di un &#8220;medaglione&#8221; Kachingle esposto dai siti web/blogs che aderiscono al servizio e che loro stessi vorranno supportare finanziariamente: il sistema Kachingle distribuirà in seguito i 5 dollari tra i vari siti web/blogs supportati da un certo un utente in base alla frequenza con la quale egli li ha visitati. Kachingle consentirà altresì ai suoi utenti di condividere socialmente nonché in maniera automatica su Facebook e/o su Twitter le attività di supporto/donazione, dando così modo ai publishers di accaparrarsi ulteriore social support finanziario.</p>
<p>Info <strong><a title="Stalkk.ed" href="http://www.stalkked.com/2009/08/03/media-linformazione-ha-bisogno-dei-links-forse-del-modello-freemium-e-probabilmente-del-crowdfunding/" target="_blank">Stalkk.ed</a></strong></p>
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		<title>Promuoversi con i social network</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/29/turismo-promuoversi-con-i-social-network/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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Prenotare un viaggio on-line non è una passeggiata: le persone visitano oltre 20 siti di hotel e intermediari, cercano le migliori offerte, comparano prezzi e soprattutto leggono consigli, commenti ed esperienze condivise dalle community, prima di confermare una prenotazione.
Oltre all’ormai conosciutissimo sito di recensioni TripAdvisor, sono davvero tanti i social network e i blog turistici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-887" title="turismo" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/turismo.jpg" alt="turismo" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Prenotare un viaggio on-line non è una passeggiata:</strong> le persone visitano oltre 20 siti di hotel e intermediari, cercano le migliori offerte, comparano prezzi e soprattutto leggono consigli, commenti ed esperienze condivise dalle community, prima di confermare una prenotazione.</p>
<p><strong>Oltre all’ormai conosciutissimo sito di recensioni TripAdvisor</strong>, sono davvero tanti i social network e i blog turistici consultati dagli utenti per pianificare un viaggio, su cui una struttura alberghiera dovrebbe ambire a farsi trovare.</p>
<p><strong>I social media turistici da tenere d’occhio</strong></p>
<ol>
<li><strong>Trivago e Zoover:</strong> alla maniera di Tripadvisor, contengono recensioni alberghiere scritte da utenti di tutto il mondo. Consigli per l’albergatore su Trivago e Zoover: Monitorare i commenti fatti sulla propria struttura e quella dei competitor.</li>
<li><strong>Nextstop:</strong> sito di guide turistiche on-line ideato da due geni ex-dipendenti di Google, è già in rapida crescita ed è caratterizzato da un peculiare e divertente sistema di voti e punteggi per gli stessi autori (tutti i dettagli sono stati pubblicati nell’articolo Nextstop: il social network dove anche chi commenta viene votato). Consigli per l’albergatore su Nextstop: Controllare se ci sono guide sulla propria città con riferimenti all’albergo e relativi commenti da parte di altri utenti.</li>
<li><strong>Dopplr:</strong> ogni città ha un profilo con consigli su dove dormire, mangiare, mappe e una sezione di domande e risposte per gli iscritti. Consigli per l’albergatore su Dopplr: E’ possibile registrarsi gratuitamente e inserire la propria struttura con link diretto al sito ufficiale dell’hotel. Si può inoltre rispondere alle domande degli utenti.</li>
<li><strong>Where I have been:</strong> oltre ad essere una popolare applicazione Facebook, è considerato un sito molto utile per trovare informazioni di ogni genere sulle destinazioni. Consigli per l’albergatore su Where I have been: Ci sono apposite sezioni per gli hotel di ogni città. Controllare se l’hotel è presente e ci sono commenti al riguardo.</li>
<li><strong>Wikitravel:</strong> forse la più ampia collezione di informazioni User-Generated su luoghi da visitare, ristoranti, alberghi. Chiunque può aggiornare gli spazi ed aggiungere informazioni utili e il link al sito ufficiale dell’hotel. Consigli per l’albergatore su Wikitravel: Andare alla città desiderata e trovate se l’hotel esiste già e le informazioni relative sono corrette. Nel caso lo riteniate necessario potrete essere voi stessi ad inserire le informazioni e aggiornare i contenuti.</li>
<li><strong>Driftr:</strong> comunità di viaggio piacevole da vedere e da navigare per le belle immagini; anche Driftr contiene informazioni su dove stare e dove mangiare. Consigli per l’albergatore su Driftr: Controllare i profili utenti che hanno visitato la città e se ci sono riferimenti al proprio hotel.</li>
<li><strong>TripSay:</strong> riunisce le esperienze di viaggio per categorie comuni e consente agli utenti di scambiare consigli e opinioni. Consigli per l’albergatore su TripSay: trovare la propria città e controllare se tra i commenti degli utenti è citato il proprio albergo.</li>
<li><strong>Thorn Tree:</strong> forum della guida Lonely Planet molto partecipato, qui le discussioni ruotano intorno a destinazioni specifiche, argomenti generali e di nicchia (come “viaggiare con la famiglia”, “turismo responsabile”, “viaggi sperimentali”, ecc.). Consigli per l’albergatore su Thorn Tree: monitorare le discussioni relative alla propria destinazione e all’occorrenza consigliare il proprio hotel e fornire informazioni generali.</li>
<li><strong>Frommer’s e Fodor’s:</strong> entrambi hanno un forum dove gli utenti spesso richiedono informazioni su dove alloggiare. Consigli per l’albergatore su Frommer’s e Fodor’s: iscrivetevi e rispondete alle richieste fatte dagli altri utenti.</li>
</ol>
<p><strong>Oltre a questi specifici social network turistici,</strong> non dimentichiamo che molti utenti, per raccogliere informazioni sulle destinazioni, si affidano anche alle foto di Flickr, ai video di YouTube, a Twitter e Facebook. Nel caso siate voi a lasciare commenti o rispondere a richieste di informazioni e consigli da parte della community, siate schietti e offrite un aiuto reale, senza scadere nello spam. Inutile dire che è fondamentale invitare direttamente o tramite e-mail ognuno dei vostri clienti a lasciare un commento sulla propria struttura o un resoconto di viaggio sui siti sopra elencati.</p>
<p><strong>Ci sono moltissimi altri siti turistici dove poter registrarsi</strong>, interagire con gli utenti e aumentare la visibilità della propria struttura: oltre a quelli elencati, ne conoscete altri che valga la pena monitorare?</p>
<p>Info<strong> <a href="http://www.bookingblog.com/non-solo-tripadvisor-i-social-network-turistici-dove-lhotel-deve-farsi-conoscere/">bookingblog</a></strong></p>
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		<title>Il grande inganno del Web 2.0</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/26/il-grande-inganno-del-web-20/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 14:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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Image by Antomarte
&#8220;Il grande inganno del Web 2.0 &#8211; Fabio Metitieri&#8221; Sono decisamente in imbarazzo nello scrivere queste note perché, purtroppo, l’autore è scomparso recentemente proprio dopo aver pubblicato questo libro &#8220;Il grande inganno del Web 2.0&#8243;. Per di più, il fatto che mi trovi in quasi totale disaccordo con i concetti espressi, non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-883" title="pinocchio" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/pinocchio.jpg" alt="pinocchio" width="950" height="450" /></p>
<p><em>Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/24074714@N07/2455605094/">Antomarte</a></em></p>
<p><strong>&#8220;Il grande inganno del Web 2.0 &#8211; Fabio Metitieri&#8221; </strong>Sono decisamente in imbarazzo nello scrivere queste note perché, purtroppo, l’autore è scomparso recentemente proprio dopo aver pubblicato questo libro &#8220;Il grande inganno del Web 2.0&#8243;. Per di più, il fatto che mi trovi in quasi totale disaccordo con i concetti espressi, non mi facilità il compito. Avrei davvero tanto sperato nel poter sviluppare un contraddittorio con Metitieri il quale nel libro esplode il suo pensiero critico su blog e web 2.0, peraltro già ripetutamente esposto negli anni attraverso i suoi interventi su alcuni dei principali blog nostrani.</p>
<p><strong>Ho comunque sempre osservato con attenzione le persone “fuori dal coro”</strong>: aiutano a sbirciare lì dove si presume non ci sia nulla, a porsi domande mai pensate prima. Magari, dopo un confronto del genere, ci si ritrova a pensarla esattamente come prima, ma i “bastian contrario” sono una manna per stimolare la riflessione. E questo è il primo merito di questo libro che, a parer mio, ne colleziona pure un altro, di cui ne parlerò più avanti. Ora passo alle mie di critiche.</p>
<p><strong>I limiti dell’intero Metitieri-pensiero sono di voler generalizzare su alcune categorie di persone</strong> a cui lui attribuisce i peggiori mali del mondo internet, in primis quel gruppo di blogger popolari che proprio non sopporta (i VIB, very important blogger). Si tratta di un’impostazione che i fatti stanno dimostrando evidentemente inesatta, sia perché la fluidità della Rete fa nascere e morire star digitali nello spazio di pochi mesi e chi rimane alla ribalta è solo perché continua a guadagnarsi credito. Sia perché l’individualismo dei blogger tanto odiato da Metitieri, specie quando confrontato con i professionisti della comunicazione, non è rappresentativo di un gruppo omogeneo, ma di una serie di persone che semplicemente generano contenuti in un modo inedito almeno rispetto a qualche anno fa.</p>
<p><strong>Ed è proprio l’attaccamento forzato a vecchie regole di analisi, </strong>l’altro punto di partenza del libro che non condivido affatto. In pratica si cerca di tradurre un mondo della comunicazione che vive mille stravolgimenti da diversi anni, con logiche evidentemente superate, a partire dai criteri di gestione e classificazione delle biblioteche che facevano parte del bagaglio professionale di Metitieri. Su questo argomento specifico mi sarebbe davvero piaciuto un confronto: anch’io venti anni fa circa mi sono occupato di biblioteche, sviluppando programmi per PC, ed oggi non posso che ammettere che è inutile e forviante rimanere su quei paradigmi e su quelle metriche per analizzare l’oggi.</p>
<p><strong>Alla fine il libro prende troppo sul serio un gruppo di persone salite alla ribalta</strong> in modalità e tempi che Metitieri trova inopportuni. Capisco che costatare un impoverimento dei contenuti digitali possa infastidire un professionista della comunicazione, ma è il classico errore che fanno gli immigrati digitali, abituati a scegliere tra un numero limitato di fonti, mentre in Rete il lavoro è esattamente il contrario e cioè selezionare i contenuti filtrando il rumore, la cui esistenza è il prezzo da pagare per accedere all’abbondanza di materiale disponibile.</p>
<p><strong>Quello che invece sposo  è il richiamo alla necessità di diffondere una computer literacy </strong>e di una information literacy, ossia la divulgazione di informazioni, modalità operative e best practice per sapersi districare nella miriade di nuove tecnologie con cui accedere alla montagna di contenuti digitali. L’importante è farlo in maniera attualizzata e non con l’orologio fermo a venti anni fa.</p>
<p>Info<a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2009/06/il-grande-inganno-del-web-2-0-fabio-metitieri.html"> <strong>Mauro Lupi&#8217;s blog</strong></a></p>
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		<title>Adobe si apre agli smartphone</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/04/adobe-si-apre-agli-smartphone/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 21:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adobe Systems Inc., which makes the Flash software widely used on computers to play Internet videos, is trying to crack a new market: smart phones.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <img class="alignnone size-full wp-image-870" title="iphone e flash" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/iphone3gjpg.jpg" alt="iphone e flash" width="950" height="450" /></strong></p>
<p><strong>Adobe Systems Inc.</strong>, which makes the Flash software widely used on computers to play Internet videos, is trying to crack a new market: smart phones.</p>
<p><strong>But the software company&#8217;s year-plus effort to expand beyond the PC</strong> has been hampered by shifting strategies within Adobe and an inability to offer a version of Flash that runs on the iPhone and BlackBerry devices. Now, the San Jose, Calif., company is reengineering its software so Flash-based games and videos can run on different handsets as well as PCs without being modified. As part of the effort, Adobe has struck alliances with chip designers and phone makers and offered millions of dollars to developers willing to write programs for mobile devices that use its software.</p>
<p><strong>&#8220;Smart phones are where the game is now,&#8221;</strong> says Kevin Lynch, Adobe&#8217;s chief technology officer. &#8220;Our chips are on the table. We&#8217;ve made our bets.&#8221; But while Adobe later this year will release a trial version of Flash for phones running operating systems made by Palm Inc., Google Inc. and Nokia Corp., there is still no timetable for a version of Flash that will run on Apple Inc.&#8217;s iPhone or Research In Motion Ltd.&#8217;s BlackBerry.</p>
<p><strong>Mr. Lynch says Adobe has engineering teams dedicated to working on each major smart phone.</strong> In the case of the iPhone, the hold up isn&#8217;t entirely technical. &#8220;We need to have Apple&#8217;s agreement before we can do it,&#8221; he says. Apple and RIM declined to comment.</p>
<p>Like Adobe, many other companies that had focused on the PC market are now realizing they also need to jump into the fast-growing smart-phone market. Among those adopting this new religion are game companies such as Electronic Arts Inc. and business software makers such as Salesforce.com Inc.<br />
<strong><br />
The shift comes as smart phones,</strong> which are powerful enough to run programs, are proliferating, just as the PC market has weakened. Smart-phone sales jumped 13% to 36 million units in the first quarter , while PC shipments fell 6.5% to 67 million, according to research company Gartner. Adobe has much riding on the effort. It has been hit hard by the recession, with sales dropping 12% in the first quarter. Flash, which is embedded in many of Adobe&#8217;s products, is a key revenue generator for the company.<br />
<strong><br />
Creating a single version of Flash that works on PCs and smart phones</strong> is an about face for Adobe. For years, the company pushed separate software called Flash Lite for phones. That business brought in $115 million in fiscal 2008, more than double the previous year, but remains just a fraction of Adobe&#8217;s $3.6 billion in annual sales.<br />
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Within Adobe, getting Flash on cellphones</strong> competed with another effort to develop a high-definition version of Flash, among other projects. Through much of 2008, members of Adobe&#8217;s mobile group sat on different floors in the company&#8217;s San Francisco office from members of the team responsible for Flash. Adobe only formally combined the Flash and mobile groups in December as part of a broader cost-cutting effort.<br />
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Meanwhile, longtime ally Apple has balked at putting Flash on its devices.</strong> Apple Chief Executive Steve Jobs last year said Flash is too slow to run on the iPhone for technical reasons and Flash Lite doesn&#8217;t run enough programs to be included. Adobe CEO Shantanu Narayen says customers have been pressing his company to make Flash work on the iPhone. Analysts say one reason for Apple&#8217;s reluctance to embrace Flash is that phone makers differentiate themselves based on the software that runs on their devices. If a game is only available on the iPhone, for instance, that might convince someone to buy the device. As a result, it may be in the interests of Apple and RIM to keep Flash off their gadgets.</p>
<p><strong>In May 2008, Adobe launched the Open Screen Project</strong>, a group of more than 25 companies including handset makers and content creators, which committed to making Flash run on different devices.</p>
<p><strong>In February, Adobe and Nokia also created a $10 million fund for developers</strong> who create applications for mobile devices using Flash. So far, five grants have been awarded, says Matt Collins, a Nokia marketing director.</p>
<p><strong>Info: The Wall street journal</strong></p>
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