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	<title>Factory snc &#187; Lifestyle</title>
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		<title>Arriva Google+</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 10:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i bisogni fondamentali dell'essere umano c'è sicuramente quello di stringere relazioni con gli altri. Ogni giorno della nostra vita comunichiamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2011/06/29/e-arrivato-google/google-1/" rel="attachment wp-att-1113"><img class="alignnone size-full wp-image-1113" title="google 1" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/google-1.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Tra i bisogni fondamentali dell&#8217;essere umano c&#8217;è sicuramente quello di stringere relazioni con gli altri. </strong>Ogni giorno della nostra vita comunichiamo con il prossimo attraverso un sorriso, una risata, una parola sussurrata o un gesto di approvazione. Oggi le relazioni tra le persone avvengono sempre più spesso sul Web. Tuttavia, le sfumature e la sostanza delle interazioni della vita reale si perdono nella rigidità degli strumenti online.<br />
Da questo punto di vista, squisitamente umano, la condivisione online è inefficace. Inadeguata, perfino. L&#8217;obiettivo di Google+ è risolvere questo problema.<br />
Portare nel software le sfumature e la ricchezza delle interazioni che sono proprie della vita reale. Fare di Google un posto migliore includendo le persone, le loro relazioni e i loro interessi.</p>
<p><strong>Cerchie &#8211; </strong><strong>Condividere le cose giuste con le persone giuste</strong><br />
Si sa, non tutte le persone sono uguali. Nella vita ci sono cose che condividiamo solo con gli amici, altre che condividiamo con i genitori e pochissime altre che condividiamo con il nostro capo. Il problema è che gli attuali servizi online trasformano l&#8217;amicizia in un supermercato: prendono le persone e ci appiccicano sopra l&#8217;etichetta &#8220;amico&#8221;. E la condivisione ne risente.<br />
•    È un sistema approssimativo. Vorremmo comunicare solo con determinate persone in determinati momenti e invece ci ritroviamo a sapere cose da chiunque in qualsiasi momento.<br />
•    Genera ansia. Ogni conversazione online (con più di 100 &#8220;amici&#8221;) si trasforma in un&#8217;esibizione pubblica, e questo spesso ci induce a condividere di meno, per una specie di panico da palcoscenico.<br />
•    È insensibile. Ciascuno di noi attribuisce un significato diverso ai termini &#8220;amico&#8221; e &#8220;famiglia&#8221; &#8211; un significato del tutto personale &#8211; ma su Internet questa sfumatura si perde.<br />
Alla luce di questi difetti ci siamo domandati: &#8220;Che cosa fanno veramente le persone?&#8221;. E non abbiamo dovuto guardare troppo lontano per trovare la risposta. Le persone in effetti condividono sempre in modo selettivo. Come? Con le loro cerchie. Ci siamo resi conto che le persone usano già le cerchie della vita reale per esprimersi e per condividere esattamente ciò che vogliono con le persone giuste. Allora abbiamo fatto l&#8217;unica cosa che aveva senso fare: applicare il concetto di Cerchia al software. Basta creare una cerchia, aggiungervi delle persone e condividere le ultime novità&#8230; proprio come fareste nella vita reale:</p>
<p><strong>Spunti &#8211; Gli argomenti di conversazione sono praticamente infiniti</strong><br />
Una sana ossessione offre sempre buoni spunti di conversazione, e tutti noi ne abbiamo una (o magari anche due o tre&#8230;). Che si tratti di automobili, fumetti, moda, il richiamo è sempre lo stesso: salta fuori l&#8217;argomento e ci buttiamo a capo fitto nella conversazione, interagendo con le altre per A volte la cosa va avanti per ore. Il trucco è mettere in moto le cose, superare l&#8217;ostacolo iniziale. Niente meglio del Web sa offrire spunti per rompere il ghiaccio.<br />
Sul Web si trovano, naturalmente, un&#8217;infinità di ottimi contenuti: le ultime notizie, foto emozionanti e video divertenti. E degli ottimi contenuti possono innescare ottime conversazioni. Però abbiamo notato che è ancora troppo difficile trovare e condividere le cose che ci interessano davvero. Così abbiamo sviluppato Spunti: un motore per la condivisione online.<br />
Sfruttando la potenza di Google, Spunti genera un feed di contenuti altamente contagiosi provenienti da tutta la Rete. Su qualsiasi argomento, in oltre 40 lingue. Basta che aggiungiate i vostri interessi e avrete sempre qualcosa da guardare, leggere o condividere&#8230; naturalmente con la giusta cerchia di amici:<br />
<strong><br />
Videoritrovi &#8211; Incontrarsi online e parlarsi faccia a faccia</strong><br />
Che avvenga in un bar o in una pubblica piazza, le persone amano trascorrere del tempo insieme. E perché no? È così che ci rilassiamo, recuperiamo le energie e passiamo un po&#8217; di tempo, non regolato da un&#8217;agenda, con amici vecchi e nuovi. Ma il concetto di &#8220;vedersi con gli amici&#8221; è solo in apparenza semplice, e le sfumature si perdono sul Web.<br />
Provate a pensarci: quando entriamo in un bar o facciamo una pausa stiamo di fatto dando un segnale a chi ci sta intorno, stiamo dicendo loro: &#8220;ho del tempo libero, facciamo due chiacchiere se vi va&#8221;. È proprio questa tacita intesa che mette le persone a proprio agio e incoraggia la conversazione. Ma gli attuali strumenti di comunicazione online (come la messaggistica istantanea e le videochiamate) non colgono questa sottigliezza:<br />
•    Sono fastidiosi, tanto per cominciare. Potete mandare un messaggio alle persone che appaiono come &#8220;disponibili&#8221;, ma è sicuro che si finirete per disturbare qualcuno.<br />
•    In più possono rivelarsi molto imbarazzanti. Se qualcuno non risponde, non sappiamo mai se non c&#8217;è o semplicemente non gli va di rispondere.<br />
In Google+ volevamo che gli incontri sullo schermo fossero divertenti, fluidi e casuali. E così abbiamo creato i Videoritrovi. Combinando l&#8217;incontro casuale con il video in diretta multi-utente, i Videoritrovi ti permettono di partecipare quando sei libero e trascorrere del tempo con le tue Cerchie.</p>
<p><strong>Mobile &#8211; Condividere ciò che ci circonda, subito e senza intralci</strong><br />
Al giorno d&#8217;oggi un telefono è l&#8217;accessorio perfetto per la condivisione: è sempre con noi, è sempre online, ed è il mezzo che ci tiene in contatto con i nostri amici più stretti. Non avevevamo intenzione di creare &#8220;semplicemente&#8221; un&#8217;esperienza d&#8217;uso per cellulari, pertanto nello sviluppo di Google+ ci siamo concentrati su quegli aspetti (come il GPS, fotocamere e i messaggi) che rendono il vostro computer tascabile ancora più personale.</p>
<p><strong>Posizione geografica<br />
</strong>Nella vita i luoghi che visitiamo influenzano le conversazioni in molteplici modi. Se facciamo una telefonata a un amico dall&#8217;aeroporto, è probabile che lui ci faccia una domanda sul viaggio appena fatto. O se riceviamo un SMS da un&#8217;amica che si trova in un ristorante vicino, è possibile che decidiamo di raggiungerla per un caffè. Con Google+ puoi aggiungere la tua posizione geografica a ogni post. (Ma puoi anche scegliere di non farlo. Sei sempre tu a decidere.)</p>
<p><strong>Caricamento istantaneo foto</strong><br />
Scaricare le foto dal telefono è sempre una gran seccatura, tanto che molti di noi ci rinunciano. Naturalmente le foto sono fatte per essere condivise, e non per restare chiuse in un cassetto. Per questo motivo abbiamo creato il Caricamento istantaneo, ogni volta che scatti una foto, Google+ la aggiunge a un album privato sulla cloud instantaneamente e la rende disponibile su tutti i tuoi dispositivi. Pronta per essere condivisa come preferisci.<br />
<strong><br />
Huddle</strong><br />
Mettersi d&#8217;accordo con gli amici in tempo reale può essere davvero complicato nella vita reale. Dopo tutto ognuno ha programmi diversi, si trova in luoghi diversi e i piani possono cambiare da un momento all&#8217;altro. Il telefono e gli SMS sono sicuramente utili nei momenti di emergenza, ma non sono il massimo quando bisogna coordinarsi in gruppo. Google+ ci ha pensato con Huddle: un sistema di messaggistica di gruppo che permette a tutte le persone dentro a una cerchia di sapere cosa succede al momento giusto.</p>
<p><strong>Voi &#8211; mettere l&#8217;utente al primo posto su Google</strong><br />
Finora è questa l&#8217;essenza del progetto Google+: cerchie, spunti, videoritrovi e accesso mobile. Inizieremo con un fase di test, detta Field Trial, a cui si può accedere solo su invito. Quindi è possibile che ci siano delle cose da perfezionare. Ma pensiamo che la comunicazione e la condivisione online debbano essere ripensate, ed è arrivato il momento di mettersi al lavoro. Solo un&#8217;ultima cosa, quella più importante: Voi.<br />
Voi e più di miliardo di altri utenti avete fiducia in Google. È una responsabilità che non prendiamo alla leggera. Da oltre dieci anni la nostra attenzione è rivolta agli utenti: liberando i dati, lavorando per una Rete aperta e rispettando la libertà di ognuno di essere ciò che desidera . Siamo consapevoli, tuttavia, che Google+ è un progetto diverso, che richiede un&#8217;attenzione del tutto particolare: per voi. Per questo vi offriamo maggiori opzioni per condividere contenuti in modo privato o pubblico, più scelte chiare riguardo ai vostri amici e ai vostri dati, e più modi per farci sapere la vostra opinione sul nostro lavoro. Ovunque su Google.<br />
Quando riceverete l&#8217;invito, ci auguriamo che vogliate unirvi al progetto. Ma dipende soltanto da Voi.</p>
<p>Info: <a href="http://gplusproject.appspot.com/static/it.html" target="_blank">gplusproject.appspot.com</a></p>
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		<title>Indietro nel tempo su Facebook</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2011/06/29/indietro-nel-tempo-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 09:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei problemi di Facebook è che racchiude molte informazioni e ricordi della nostra vita, ma è faticoso rivederlo all’indietro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2011/06/29/indietro-nel-tempo-su-facebook/orologio/" rel="attachment wp-att-1102"><img class="alignnone size-full wp-image-1102" title="Orologio" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Orologio.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Uno dei problemi di Facebook è che racchiude molte informazioni e ricordi della nostra vita,</strong> ma è faticoso rivederlo all’indietro. Tanto che il social network permette di caricare e salvare tutto il profilo, prima di chiudere l’account oppure per usarne solo una parte offline. Ora un’applicazione permette di guardare indietro nel tempo come un album di una volta, o un diario scolastico.</p>
<p><strong>Si chiama <a href="http://pastposts.com/" target="_blank">Past Posts</a> ed è stata ben recensita dalla blogosfera.</strong> Per due ottime ragioni: fa una cosa semplice e la fa bene. PastPosts, infatti, chiede – come tutte le applicazioni terze parti rispetto alla piattaforma – di accedere alle nostre informazioni del profilo, dopodiché, utilizza il nostro indirizzo mail per spedire, tutte le mattine, una piccola newsletter con le attività che abbiamo fatto esattamente un anno prima nello stesso giorno: foto, status, condivisioni, check in. L’applicazione è stata creata da tre attivissimi sviluppatori, Benny Wong, Jonathan Wegener e Matt Raoul. <em>“Da quando utilizziamo servizi Web moderni come i social network produciamo costantemente contenuti personali. PastPosts segue il nostro primo esperimento con 4SQ, che immagina un servizio email che è come un metro quotidiano della nostra vita, perché possiamo vedere quel giorno dell’ultimo anno prima di vivere quello di quest’anno.”</em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Come funziona? </strong>Al momento chi si iscrive comincerà a ricevere email dal giorno dopo. Ma l’idea è intrigante, con quali effetti, se nostalgici, divertenti o noiosi, è difficile dirlo. Dipende anche dalle giornate. Presenti e passate.</p>
<p>Info <strong><a href="http://www.oneweb20.it/26/05/2011/che-facevi-un-anno-fa-su-facebook-lo-dice-una-mail/" target="_blank">oneweb20.it</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;aumento dell&#8217;online ADV in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 09:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di pubblicità online, il pensiero va immediatamente a Google, che in questo settore domina incontrastata a livello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/29/in-aumento-la-pubblicita-online-in-italia/pubblicita_online_factorysnc/" rel="attachment wp-att-1082"><img class="alignnone size-full wp-image-1082" title="pubblicita_online_factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/pubblicita_online_factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>Quando si parla di pubblicità online, il pensiero va immediatamente a <a href="http://www.webnews.it/tag/google/">Google</a>, che in questo settore domina incontrastata a livello internazionale. Ma come è la situazione in <strong>Italia</strong>? Le cifre relative al mercato pubblicitario nel bel paese sono state rivelate da <strong>Nielsen Media</strong> e <strong>Media Outlook</strong> e pubblicate da <a href="http://danielelepido.blog.ilsole24ore.com/i-bastioni-di-orione/2010/10/internet-prepara-il-sorpasso-sulla-carta-anche-in-italia.html">IlSole24Ore</a>: nel 2011 si prevede che gli spot online varranno poco meno di <strong>800 milioni di euro</strong>, con un +15% sul 2010.</p>
<p>Gli investimenti, nel totale, vedranno un incremento del 3% in riferimento al 2010 e del 2% nel 2011. Nielsen ha quindi indicato come la raccolta pubblicitaria <strong>sarà superiore alle attese</strong> e, sebbene si preveda un ultimo trimestre meno incisivo, si tratta comunque di un risultato positivo se confrontato con lo stesso periodo nel 2009. Internet e televisione sono ai primi posti, e lo stesso sarà l’anno prossimo, con un <strong>sorpasso definitivo sancito nei confronti della carta stampata</strong> (quotidiani e periodici).</p>
<p>C’è però un dato da analizzare: di questi 800 milioni di euro, circa il <strong>54% proviene dal “search”</strong>, ovvero sono spot legati ai motori di ricerca. Il che significa che <strong>appartengono per il 90% a Google</strong>. Ma non solo: in futuro diventerà quasi una stringente necessità per testate ed aziende il collaborare con Google: News Corporation (appartenente a Murdoch) capitalizza in Borsa 40 miliardi di dollari, Mediaset 6, Telecom Italia 14, mentre <strong>Google è a 200 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>C’è infine un’ulteriore critica emergente dal panorama italiano: nonostante questi risultati positivi c’è un problema da affrontare, ovvero quello della <strong>crescita della banda larga</strong>. Se le connessioni ad alta velocità non aumenteranno in futuro, il settore dell’advertising e del mercato ad esso collegato non potranno sostenere questo tasso di crescita risultando così limitati per motivi infrastrutturali.</p>
<p><strong>Fonte: </strong><a title="webnews" href="http://www.webnews.it" target="_blank">www.webnews.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Aruba: il mercoledì nero!!</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 15:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il servizio clienti hosting Aruba ha fatto Crash!!! Mercoledì 6/10/2010 sarà per Aruba una giornata da dimenticare, 1'250'000 siti internet caduti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/crash-aruba/" rel="attachment wp-att-1052"><img class="alignnone size-full wp-image-1052" title="Crash-Aruba" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Crash-Aruba.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Il servizio clienti hosting Aruba ha fatto Crash!!!</strong> Mercoledì 6/10/2010 sarà per Aruba una giornata da dimenticare, <strong>1&#8217;250&#8217;000 siti internet caduti tutti insieme contemporaneamente in blackout!!</strong><br />
Milioni di clienti si chiederanno il perchè di tutto ciò, cosa sarà successo??</p>
<p><strong>Ecco cosa riporta il comunicato ufficiale di Aruba:</strong></p>
<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/comunicato-aruba/" rel="attachment wp-att-1049"><img class="alignnone size-full wp-image-1049" title="Comunicato--Aruba" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Comunicato-Aruba.jpg" alt="" width="950" height="232" /></a></p>
<p>Verso le 11 di questa mattina, alcuni servizi del provider Aruba hanno cominciato a risultare inaccessibili. <strong>Per alcuni minuti è sparito anche il sito istituzionale dell&#8217;azienda</strong>, per ricomparire attorno alle 12 (non completamente funzionante). Per il momento alle ore 17.00 i siti web sembrano essere tornati alla normalità ma si segnalano <strong>problemi residui sulla posta elettronica.</strong></p>
<p><a href="http://www.google.com/#q=aruba&amp;hl=it&amp;prmd=ivnm&amp;source=lnms&amp;tbs=mbl:1&amp;ei=YZusTPT3E5KTjAeBtr3LCw&amp;sa=X&amp;oi=mode_link&amp;ct=mode&amp;sqi=2&amp;ved=0CBcQ_AU&amp;prmdo=1&amp;fp=8fff845b5749ca7c" target="_blank"><strong>Come riporta anche l&#8217;attenta analisi degli aggiornamenti di Google</strong></a>, Aruba oggi è stato attaccato da milioni di loro utenti soprattutto sul <strong>Social Network &#8220;<a href="http://twitter.com/#!/luvaltol/status/26553110793" target="_blank">Twitter</a>&#8220;</strong>.<br />
Ci si pone una sola domanda: <strong>Quale sarà il Futuro di Aruba??</strong></p>
<p>Per informazioni consultare anche: <a title="Aruba- Blackout" href="http://punto-informatico.it/3004966/PI/News/aruba-mattinata-blackout.aspx" target="_blank">http://punto-informatico.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quale sarà il futuro dei Siti Web?</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/04/quale-sara-il-futuro-dei-siti-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 07:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: le aziende possono fare a meno di un sito internet? La risposta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/04/quale-sara-il-futuro-dei-siti-web/inter/" rel="attachment wp-att-1040"><img class="alignnone size-full wp-image-1040" title="inter" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/inter.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>&#8220;Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: <strong>le aziende possono fare a meno di un sito internet?</strong></p>
<p>Il sito web potrebbe sembrare “morto” per almeno tre motivi:</p>
<ul>
<li>rappresenta l’apoteosi del “branded” e per questo motivo risulta invasivo al tempo del social networking in cui tutto è (apparentemente) ad appannaggio dell’utente</li>
<li>è uno strumento “complesso e costoso”, a differenza di tutte le altre possibilità di presenza on line per un’azienda, da twitter a facebook (apparentemente) zero cost</li>
<li>è uno strumento che richiede molte risorse di gestione, soprattutto umane, e spesso competenze più complesse di quelle che servono per lanciare un tweet, aggiornare uno status o inserire un prodotto su ebay</li>
</ul>
<p>Da qualche tempo mi sto occupando di progettazione web, architettura informativa e scelta dei cms. Più sviluppo progetti per le aziende, con le aziende, più mi convinco che il sito web è importantissimo e tutt’altro che fuori moda.</p>
<p>Una delle cose che porto a casa dall’università è l’ossessione per la domanda <strong>“What’s in it for me?”</strong>, che adattata a questo caso suona più o meno come <strong>“perché dovrei costruire un sito web?”</strong> La risposta non è univoca. O meglio, le motivazioni sono molteplici. E’ pur vero che un buon wordpress (gratuito) con un tema ben settato (anche investendo molto tempo e poco denaro), i giusti collegamenti ai social network, un eventuale spazio ebay, l’aggiornamento dei contenuti e poco più possono dare l’illusione di un progetto web completo e low cost. Nessuno nega che un “mezzo smanettone” è in grado di dare parvenza di sito internet ad un insieme di strumenti disponibili gratuitamente. Ma non è questo il punto. La presenza di un sito web, ancor meglio se sviluppato “custom”, è fondamentale per le imprese. Perchè?</p>
<ul>
<li><strong>Perché il sito internet è lo specchio dell’azienda stessa.</strong> E’ il continuo della pubblicità cartacea, televisiva, radiofonica.. il punto di atterraggio di molti degli sforzi aziendali.</li>
<li><strong>Perché permette di inserire ogni tipo di contenuto</strong> senza le forzature che, diciamocelo, ancora oggi le altre piattaforme impongono.</li>
<li><strong>Perché permette di progettare l’esperienza di navigazione. </strong>Una volta catalizzata l’attenzione dell’utente è la scienza dell’usabilità, della personalizzazione e del testing, a rendere queste landing page cosi performanti, tanto utili per l’utente finale quanto profittevoli per l’azienda.</li>
<li><strong>Perché è nostro.</strong> Non esiste il rischio, seppur remoto, che domattina Mark Zuckerberg si svegli divorato dalla filantropia e schifato dal business e decida di chiudere alle aziende il più noto social network mondiale.</li>
</ul>
<p>Resto pesantemente convinto che il sito web, cosi come il blog aziendale per i progetti social, rappresenti un <strong>punto di atterraggio</strong> che abita su un diverso livello rispetto ai <strong>punti di raccolta</strong> (social networks) in cui si catalizza l’<strong>attenzione</strong> ma più difficilmente si concretizza la <strong>conversione.</strong></p>
<p>A mio parere il gioco del web del futuro avrà luogo proprio su questo terreno, con una presenza aziendale sempre più nebulosa e frammentata che necessiterà però di un campo base dove rifugiarsi fino alla prossima tempesta modaiola, io credo che questo campo base possa essere il sito web<strong>.&#8221;</strong></p>
<p>Articolo di: Giorgio Soffiato<br />
Fonte: <a href="http://marketingarena.it" target="_blank">marketingarena.it</a></p>
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		<title>Skype in accordo con Facebook!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 13:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Skype ha cambiato il proprio status da “single” a “fidanzato”. Il gruppo, felicemente isolato per tempo grazie al proprio successo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/01/skype-in-accordo-con-facebook/facebbokeskype-factorysnc/" rel="attachment wp-att-1036"><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="facebbokeskype-factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/facebbokeskype-factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Skype ha cambiato il proprio status da “single” a “fidanzato”</strong>. Il gruppo, felicemente isolato per tempo grazie al proprio successo, potrebbe a breve comunicare un <strong>accordo con Facebook</strong> per rendere più “social” i propri contatti e portare al tempo stesso il proprio servizio direttamente sul network più importante al mondo. Inevitabilmente, alla luce dei numeri dei due gruppi, sarà un affare “win-win”.</p>
<p>Ad anticipare la notizia è Kara Swisher per All Things D, la quale indica l’avvenuto accordo tra le parti per una <strong>collaborazione sul piano degli SMS, delle comunicazioni vocali e di Facebook Connect</strong>. Difficile al momento prevedere quali sinergie le parti andranno a cercare nello specifico, ma parte del progetto può essere chiaramente intuita semplicemente sulla base dei vantaggi reciproci che la collaborazione può offrire.</p>
<p>Innanzitutto Skype potrebbe avvalersi delle connessioni tra gli utenti, consentendo così agli amici di trovarsi su Facebook per poter dialogare su Skype. A sua volta Skype offrirebbe a Facebook l’infrastruttura cercata per arricchire il servizio a disposizione degli utenti, qualcosa che aprirebbe ad un maggior coinvolgimento nel network e nella sua natura connettiva. L’integrazione potrebbe quindi <strong>portare Skype direttamente sulla chat del social network, oppure consentire l’invio di SMS</strong> facendo leva sul credito utilizzato già con Skype Out.</p>
<p>L’ultima beta del client Skype (5.0.0.123), inoltre, ha modificato parzialmente il ruolo dei messaggi di stato, creando una vera e propria bacheca degli aggiornamenti con cui tener in vista gli update dei propri contatti: l’integrazione potrebbe portare ulteriori contenuti proprio su questo spazio (con una tab specificatamente dedicata a Facebook), approfondendo così ulteriormente il legame tra i due brand. Il rilascio ufficiale di Skype 5 potrebbe a questo punto essere concomitante all’annuncio dell’era “Skypebook”.</p>
<p>Skype ha dalla sua una community di circa <strong>120 milioni</strong> di utenti attivi. Facebook può invece far leva su <strong>560 milioni</strong> di utenti circa. Entrambi sono in crescita costante ed entrambi stanno guardando alla quotazione in borsa come ad un obiettivo da perseguire (Skype nel breve periodo, Facebook entro il prossimo biennio). In questa fase la collaborazione è nel mutuo interesse e la stretta di mano potrebbe trovare annuncio ufficiale già nelle prossime ore.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a title="Webnews - factorysnc" href="http://www.webnews.it/2010/09/29/skype-e-ora-amico-di-facebook/" target="_blank">webnews.com</a></p>
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		<title>Facebook sta uccidendo il Web?</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/09/28/facebook-sta-uccidendo-il-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era inevitabile che accadesse, ed ora il momento è maturo: dopo anni di evoluzione, di cambiamenti e di adattamenti, la rete – il web...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/09/28/facebook-sta-uccidendo-il-web/facebook_vs_web_factorysnc/" rel="attachment wp-att-1024"><img class="alignnone size-full wp-image-1024" title="Facebook_vs_web_Factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Facebook_vs_web_Factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Era inevitabile che accadesse, ed ora il momento è maturo:</strong> dopo anni di evoluzione, di cambiamenti e di adattamenti, la rete – <strong>il web – per come lo conoscevamo – sta morendo</strong>. Attenzione,<strong> il web, non internet</strong> – come sentenzia<strong> <a title="wired - factorysnc" href="http://www.wired.com" target="_blank">Wired.com</a></strong> di questo mese – già perché internet è il mezzo, lo strumento che ha portato una rivoluzione in ogni ambito possibile ed immaginabile della nostra vita, <strong>il web è il modo in cui ne abbiamo fruito</strong> – fino a ieri.</p>
<p>Ci siamo abituati a legare ogni azione a uno strumento specifico:<strong> è normale, è più comodo, è più veloce</strong> e l’evoluzione passa attraverso innovazioni che agevolano le cose, non che le complicano. Appunto, è normale. Ci stiamo abituando a tutto questo anche per un’altra ragione – collegata e complementare – ed è l’impressionante rapidità con cui la <strong>diffusione degli smartphone sta superando quella dei “normali” telefoni cellulari</strong><em> (Nielsen prevede che in Italia il sorpasso dei primi avverrà entro il 2012)</em>.</p>
<p>Se pensiamo poi che – secondo<em> Morgan Stanley </em>– <strong>entro 5 anni gli accessi online avverranno per la maggior parte attraverso device mobile piuttosto che tramite desktop</strong>, capiamo che il fatto di legare la nostra esperienza online ad apparecchi con display di dimensioni ridotte – o comunque inferiori a quelle di un computer tradizionale – diventi un’esigenza: <strong>le applicazioni sono appositamente studiate per schermi più piccoli e sono interamente dedicate</strong> all’azione da compiere (quanti di voi sarebbero felici di usare Twitter via web piuttosto che via Twitterrific, Tweetdeck o altro sullo schermo di un iPhone?).</p>
<p>E dopo questa doverosa (<em>…magari un po’ lunga</em>) premessa veniamo al punto: l’applicazione che negli ultimi 10 anni ha maggiormente cambiato le abitudini di milioni di persone è <strong>Facebook</strong>. E pensateci, <strong>più Facebook diventa parte delle nostre vite, delle nostre relazioni, ma anche del nostro business, più il legame con Facebook si fortifica</strong>, genera un vero e proprio fenomeno di<strong> lock-in</strong> tra noi e la creatura di Zuckerberg.</p>
<p>Tutto questo si ripercuote inevitabilmente anche – e soprattutto – su chi online ha investito per garantirsi una <strong>presenza</strong> (in una prima fase), una <strong>visibilità</strong> (qualche anno più tardi), un’<strong>interazione</strong> (un po’ più recentemente) e un <strong>rapporto</strong> (fino a qualche anno fa) con i propri consumatori – acquisiti o prospect – <strong>attraverso un sito web.</strong></p>
<p>Bene. La <strong>brutta notizia</strong> per tutti quelli di cui sopra è che sembra proprio che i<strong> vostri siti rischino di diventare dei – bellissimi – orpelli di cui potreste quasi fare a meno</strong>.<br />
La <strong>bella notizia è che non è esattamente così</strong>, almeno, non lo è per tutti, ma soprattutto c’è tutto il tempo di <strong>rimediare</strong> – fermandosi un attimo a pensare come investire i prossimi budget.</p>
<p><strong>Impressionante.</strong> Impressionante soprattutto se confrontiamo alcuni numeri con gli accessi ai siti “tradizionali” degli stessi brand, per farvi un’idea: <strong>Kraft Foods’ Oreo</strong> ha circa <strong>8.7 milioni di Like su Facebook</strong>, con circa <strong>71.000 nuove adesioni al giorno</strong>…e il sito? Beh,<strong> il sito è passato da 1 milione e 200 mila visite di Luglio 2009 a poco più di 320 mila dello stesso mese del 2010</strong>. Ma sarà un caso no? Mi sa di no. <strong>Coca Cola</strong>, ad esempio, ha <strong>11 milioni di Like su Facebook</strong>…ma a Luglio le visite sul suo <strong>sito</strong> sono state appena <strong>240.000 </strong>(<strong>- 42% </strong>in meno dell’anno scorso).</p>
<p>Insomma, non mi pare esagerato definire – oggi – <strong>Facebook come il più grande strumento di relationship-marketing a disposizione di brand e agenzie </strong>.<br />
Prima parlavo di fenomeno di lock-in tra gli utenti e Facebook, ma <strong>il lock-in è presente – e forse ancora più forte – anche con i brand</strong>: una <strong>Facebook Page</strong> può essere per molti aspetti considerata un <strong>“owned media”</strong> quando nella realtà dei fatti non lo è assolutamente perché <strong>non è posseduta da nessuno se non da Zuckerberg</strong>; il fatto che le aziende necessitino di essere presenti, che basino molti programmi di CRM proprio su questo canale e che, in fondo, Facebook fornisce gratuitamente statistiche sui loro consumatori, le rende <strong>ogni giorno più dipendenti dal canale</strong>.</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://lucadelladora.com" target="_blank">http://lucadelladora.com</a></strong></p>
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		<title>Catturare e Affiliare!</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/04/02/come-afferrare-i-clienti-e-non-lasciarli-piu/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 13:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate di essere il rappresentante di una macchina per caffè  e di aver deciso di promuovere il vostro prodotto ad una fiera di settore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/04/02/come-afferrare-i-clienti-e-non-lasciarli-piu/mani/" rel="attachment wp-att-966"><img class="alignnone size-full wp-image-966" title="mani" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/mani.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>Immaginate di <strong>essere il rappresentante di una macchina per caffè</strong> e di aver deciso di promuovere il vostro prodotto ad una fiera di settore. In molti si fermano al vostro stand, provano il caffè, vi fanno i complimenti, alcuni decidono di acquistare la macchina, ma la maggior parte delle persone vi salutano cordialmente e decidono di guardare anche gli altri stand per testare le altre macchine da caffè prima di acquistare.</p>
<p>Magari prendono il vostro biglietto da visita o si segnano il vostro nome, in modo da potervi eventualmente contattare in un secondo momento. Usciti dalla fiera però, molti perdono quel biglietto o dimenticano il vostro nome, tanto da <strong>rendere vano il vostro tentativo promozionale</strong>.</p>
<p><strong>Questa vicenda non dovrebbe suonarvi nuova: in realtà è quello che accade ogni giorno sul sito ufficiale del vostro albergo! </strong></p>
<p>Se andiamo ad analizzare <strong>il tasso di conversione del sito di un hotel, in termini di prenotazioni dirette, probabilmente nelle migliori delle ipotesi, questo non supererà l’1%-3%</strong>. Questo vuol dire che ogni 100 visitatori che arrivano sul sito, 1 o pochi più decidono di acquistare, mentre gli altri se ne vanno. Magari per tornare in un altro momento, ma purtroppo nella maggior parte dei casi, per non tornare mai più.</p>
<h4>Creare una buona mailing list per mantenere i contatti:</h4>
<ul>
<li><strong>Newsletter</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Connessione ai canali sociali</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Concorsi a premi</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Bonus gratuiti</strong></li>
</ul>
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		<title>Turismo: Nuove strategie online</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/11/20/turismo-nuove-strategie-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali strategie di promozione attraverso i nuovi canali di marketing non convenzionali? Se ne è parlato al Buying Tourism Online...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-961" title="turismo1" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/turismo1.jpg" alt="turismo1" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Quali strategie di promozione attraverso i nuovi canali di marketing non convenzionali?</strong><br />
Se ne è parlato al Buying Tourism Online a Firenze.</p>
<p><strong>Di nuovo, al BTO 2009, c&#8217;è molto. Tanto che l&#8217;unica cosa &#8220;vecchia&#8221; rischia di essere internet!</strong> Ma è la rete a farla da padrone e ad offrire al mondo del turismo la chiave di volta per promuovere se stesso e per far uscire dal torpore economico le attività di settore. Di questo sono convinti i tanti operatori e illustri professionisti che nei giorni scorsi si sono avvicendati sul palcoscenico della seconda edizione del BTO nel capoluogo toscano: un momento di scambio, incontro e formazione dedicato ai fornitori di nuove tecnologie e agli operatori del turismo. Un&#8217;edizione che, tanto per evidenziare il crescente interesse per queste nuove soluzioni, ha registrato un incremento netto di partecipazione pari al 300%. Grandi i numeri che sono stati presentati all&#8217;attenta platea e molti, dicevamo, i personaggi e le aziende che hanno dato credito alla manifestazione: da Amadeus a Tripadvisor, da Expedia a Eyefortravel, fino ad arrivare ai più grandi motori di ricerca come Google e Yahoo, e a realtà tutte italiane come Zoopa.it e Ninjamarketing.it, solo per citarne alcuni.</p>
<p><strong>Il fil rouge degli interventi è per tutti internet e i suoi molti canali di comunicazione,</strong> terra di mezzo e mezzo di incontro tra la domanda e l&#8217;offerta, mezzo che tiene al centro la persona e i suoi bisogni, le strutture e le sue facilities, il territorio e le sue tipicità. Molto è cambiato in questo settore rispetto a pochi anni fa. Oggi l&#8217;esigenza di viaggio è cambiata, non più lunghi momenti di pausa, ma momenti brevi e frequenti, esperienze più compatibili con il diverso ritmo di vita e di lavoro. Il turista è consapevole delle proprie scelte, si pone nei confronti della propria esperienza di viaggio con atteggiamento propositivo. Sceglie dove andare, sceglie la struttura in cui risiedere, quali mete visitare e quali itinerari seguire. E&#8217; quindi determinante saper promuovere il proprio territorio o la propria struttura attraverso nuovi linguaggi, aprire una nuove forma di comunicazione, essere alla portata del turista. Il turismo non è più di massa, si fa di nicchia, di eccellenza, risulta quindi più difficile da un lato forse divulgarlo, ma allo stesso tempo, in quanto peculiare, si rende disponibile a trasformarsi in esperienza e può essere promosso proprio in virtù della sua unicità.</p>
<p><strong>Molti i suggerimenti e le nuove tecnologie che si possono mettere in atto.</strong> A partire da quelli più economici, i social network come Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, in cui far girare i propri siti o i propri blog, caricare immagini o i propri post, in cui creare una community attraverso la quale lanciare le nuove offerte, scambiare opinioni sui luoghi da visitare, raccogliere i commenti e le recensioni genuine dei clienti. La rete si muove dal basso, dove la credibilità si costruisce attraverso la condivisione e la partecipazione delle proprie esperienze in modo semplice e spontaneo.</p>
<p><strong>All&#8217;altro estremo delle proposte di promozione turistica troviamo l&#8217;uso applicato di nuove tecnologie,</strong> che in breve tempo saranno in grado di cambiare ed arricchire il modo di fare esperienza di viaggio, come la realtà aumentata, una nuova frontiera di comunicazione che sovrappone una realtà virtuale a quella che percepiamo attraverso i nostri sensi arricchendola di notizie, immagini e informazioni. Basterà quindi un cellulare di nuova generazione per leggere attraverso il suo schermo la storia di questo o quel Duomo o trovare l&#8217;albergo a noi più vicino semplicemente leggendo le didascalie che si sovrapporranno alle immagini sullo schermo.</p>
<p><strong>Investire in promozione è comunque importante, fondamentale,</strong> come dimostra il progetto realizzato da Fondazione Sistema Toscana &#8211; Intoscana.it ed il suo ormai famoso spot VoglioVivere Così, chiari esempi di investimento realizzato da reti tra enti e imprese per la comunicazione condivisa e compartecipata del proprio territorio sperimentando percorsi alternativi di comunicazione.</p>
<p><strong>Le nuove tecnologie e forme di comunicazione stanno semplificando e agevolando,</strong> a volte in modo estremamente economico, la divulgazione delle informazioni, delle mete di viaggio, dei nuovi modi di fare turismo; ma la grossa spinta al settore potrà arrivare solo mettendo in campo la propria inventiva e capacità imprenditoriale. Sperimentare, inventare e proporre con lo sguardo rivolto alla lunga distanza. Progettando il proprio futuro, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo, mettendoci ogni giorno alla prova con nuove esperienze mantenendo fede alle proprie radici, lavorando con entusiasmo. Come se ogni giorno, fosse sempre il primo giorno.</p>
<p>Info <a href="http://www.tuttoggi.info/articolo-19056.php" target="_blank"><strong>tuttoggi.info</strong></a></p>
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		<title>Porn Day per YouTube</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/11/09/porn-day-per-youtube/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha provato a connettersi un pò di tempo fà al più famoso sito di contenuti condivisi avrà probabilmente pensato di aver sbagliato link...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-957" title="Old Porn" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/porn.jpg" alt="Old Porn" width="950" height="450" /></strong><br />
Chi ha provato a connettersi un pò di tempo fà al più famoso sito di contenuti condivisi avrà probabilmente pensato di aver sbagliato link; invece le centinaia di filmati con chiari riferimenti e immagini ad alto contenuto erotico erano proprio su YouTube, noto per le sue misure alquanto restrittive adottate quando un filmato non viene considerato consono e dignitoso per i propri utenti. I due siti americani 4chan e Ebaum&#8217;s Word, organizzatori del Porn Day per protestare contro le policy severe di YouTube, hanno letteralmente mandato in tilt il portalone, ma soprattutto hanno mandato in confusione i tecnici del sito, che hanno dovuto analizzare attentamente ogni singolo filmato caricato per poi eliminare quelli incriminati. La tecnica adottata per eludere le norme restrittive è stata molto efficace: i video in upload venivano intitolati con i tag considerati più popolari (es Jonas Brothers) e le immagini erotiche comparivano soltanto dopo il primo minuto di download nascosti, per esempio, dietro le parole di un&#8217;apparentemente innocua intervista. I video incriminati non sono ancora stati totalmente rimossi. Per recuperare la verginità perduta YouTube dovrà attendere ancora alcuni giorni.</p>
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