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	<title>Factory snc &#187; Experience</title>
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		<title>L&#8217;aumento dell&#8217;online ADV in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 09:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/29/in-aumento-la-pubblicita-online-in-italia/pubblicita_online_factorysnc/" rel="attachment wp-att-1082"><img class="alignnone size-full wp-image-1082" title="pubblicita_online_factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/pubblicita_online_factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>Quando si parla di pubblicità online, il pensiero va immediatamente a <a href="http://www.webnews.it/tag/google/">Google</a>, che in questo settore domina incontrastata a livello internazionale. Ma come è la situazione in <strong>Italia</strong>? Le cifre relative al mercato pubblicitario nel bel paese sono state rivelate da <strong>Nielsen Media</strong> e <strong>Media Outlook</strong> e pubblicate da <a href="http://danielelepido.blog.ilsole24ore.com/i-bastioni-di-orione/2010/10/internet-prepara-il-sorpasso-sulla-carta-anche-in-italia.html">IlSole24Ore</a>: nel 2011 si prevede che gli spot online varranno poco meno di <strong>800 milioni di euro</strong>, con un +15% sul 2010.</p>
<p>Gli investimenti, nel totale, vedranno un incremento del 3% in riferimento al 2010 e del 2% nel 2011. Nielsen ha quindi indicato come la raccolta pubblicitaria <strong>sarà superiore alle attese</strong> e, sebbene si preveda un ultimo trimestre meno incisivo, si tratta comunque di un risultato positivo se confrontato con lo stesso periodo nel 2009. Internet e televisione sono ai primi posti, e lo stesso sarà l’anno prossimo, con un <strong>sorpasso definitivo sancito nei confronti della carta stampata</strong> (quotidiani e periodici).</p>
<p>C’è però un dato da analizzare: di questi 800 milioni di euro, circa il <strong>54% proviene dal “search”</strong>, ovvero sono spot legati ai motori di ricerca. Il che significa che <strong>appartengono per il 90% a Google</strong>. Ma non solo: in futuro diventerà quasi una stringente necessità per testate ed aziende il collaborare con Google: News Corporation (appartenente a Murdoch) capitalizza in Borsa 40 miliardi di dollari, Mediaset 6, Telecom Italia 14, mentre <strong>Google è a 200 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>C’è infine un’ulteriore critica emergente dal panorama italiano: nonostante questi risultati positivi c’è un problema da affrontare, ovvero quello della <strong>crescita della banda larga</strong>. Se le connessioni ad alta velocità non aumenteranno in futuro, il settore dell’advertising e del mercato ad esso collegato non potranno sostenere questo tasso di crescita risultando così limitati per motivi infrastrutturali.</p>
<p><strong>Fonte: </strong><a title="webnews" href="http://www.webnews.it" target="_blank">www.webnews.it</a></p>
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		<title>Aruba: il mercoledì nero!!</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 15:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il servizio clienti hosting Aruba ha fatto Crash!!! Mercoledì 6/10/2010 sarà per Aruba una giornata da dimenticare, 1'250'000 siti internet caduti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/crash-aruba/" rel="attachment wp-att-1052"><img class="alignnone size-full wp-image-1052" title="Crash-Aruba" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Crash-Aruba.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Il servizio clienti hosting Aruba ha fatto Crash!!!</strong> Mercoledì 6/10/2010 sarà per Aruba una giornata da dimenticare, <strong>1&#8217;250&#8217;000 siti internet caduti tutti insieme contemporaneamente in blackout!!</strong><br />
Milioni di clienti si chiederanno il perchè di tutto ciò, cosa sarà successo??</p>
<p><strong>Ecco cosa riporta il comunicato ufficiale di Aruba:</strong></p>
<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/06/aruba-il-mercoledi-nero/comunicato-aruba/" rel="attachment wp-att-1049"><img class="alignnone size-full wp-image-1049" title="Comunicato--Aruba" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Comunicato-Aruba.jpg" alt="" width="950" height="232" /></a></p>
<p>Verso le 11 di questa mattina, alcuni servizi del provider Aruba hanno cominciato a risultare inaccessibili. <strong>Per alcuni minuti è sparito anche il sito istituzionale dell&#8217;azienda</strong>, per ricomparire attorno alle 12 (non completamente funzionante). Per il momento alle ore 17.00 i siti web sembrano essere tornati alla normalità ma si segnalano <strong>problemi residui sulla posta elettronica.</strong></p>
<p><a href="http://www.google.com/#q=aruba&amp;hl=it&amp;prmd=ivnm&amp;source=lnms&amp;tbs=mbl:1&amp;ei=YZusTPT3E5KTjAeBtr3LCw&amp;sa=X&amp;oi=mode_link&amp;ct=mode&amp;sqi=2&amp;ved=0CBcQ_AU&amp;prmdo=1&amp;fp=8fff845b5749ca7c" target="_blank"><strong>Come riporta anche l&#8217;attenta analisi degli aggiornamenti di Google</strong></a>, Aruba oggi è stato attaccato da milioni di loro utenti soprattutto sul <strong>Social Network &#8220;<a href="http://twitter.com/#!/luvaltol/status/26553110793" target="_blank">Twitter</a>&#8220;</strong>.<br />
Ci si pone una sola domanda: <strong>Quale sarà il Futuro di Aruba??</strong></p>
<p>Per informazioni consultare anche: <a title="Aruba- Blackout" href="http://punto-informatico.it/3004966/PI/News/aruba-mattinata-blackout.aspx" target="_blank">http://punto-informatico.it</a></p>
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		<title>Quale sarà il futuro dei Siti Web?</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/04/quale-sara-il-futuro-dei-siti-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 07:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: le aziende possono fare a meno di un sito internet? La risposta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/04/quale-sara-il-futuro-dei-siti-web/inter/" rel="attachment wp-att-1040"><img class="alignnone size-full wp-image-1040" title="inter" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/inter.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p>&#8220;Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: <strong>le aziende possono fare a meno di un sito internet?</strong></p>
<p>Il sito web potrebbe sembrare “morto” per almeno tre motivi:</p>
<ul>
<li>rappresenta l’apoteosi del “branded” e per questo motivo risulta invasivo al tempo del social networking in cui tutto è (apparentemente) ad appannaggio dell’utente</li>
<li>è uno strumento “complesso e costoso”, a differenza di tutte le altre possibilità di presenza on line per un’azienda, da twitter a facebook (apparentemente) zero cost</li>
<li>è uno strumento che richiede molte risorse di gestione, soprattutto umane, e spesso competenze più complesse di quelle che servono per lanciare un tweet, aggiornare uno status o inserire un prodotto su ebay</li>
</ul>
<p>Da qualche tempo mi sto occupando di progettazione web, architettura informativa e scelta dei cms. Più sviluppo progetti per le aziende, con le aziende, più mi convinco che il sito web è importantissimo e tutt’altro che fuori moda.</p>
<p>Una delle cose che porto a casa dall’università è l’ossessione per la domanda <strong>“What’s in it for me?”</strong>, che adattata a questo caso suona più o meno come <strong>“perché dovrei costruire un sito web?”</strong> La risposta non è univoca. O meglio, le motivazioni sono molteplici. E’ pur vero che un buon wordpress (gratuito) con un tema ben settato (anche investendo molto tempo e poco denaro), i giusti collegamenti ai social network, un eventuale spazio ebay, l’aggiornamento dei contenuti e poco più possono dare l’illusione di un progetto web completo e low cost. Nessuno nega che un “mezzo smanettone” è in grado di dare parvenza di sito internet ad un insieme di strumenti disponibili gratuitamente. Ma non è questo il punto. La presenza di un sito web, ancor meglio se sviluppato “custom”, è fondamentale per le imprese. Perchè?</p>
<ul>
<li><strong>Perché il sito internet è lo specchio dell’azienda stessa.</strong> E’ il continuo della pubblicità cartacea, televisiva, radiofonica.. il punto di atterraggio di molti degli sforzi aziendali.</li>
<li><strong>Perché permette di inserire ogni tipo di contenuto</strong> senza le forzature che, diciamocelo, ancora oggi le altre piattaforme impongono.</li>
<li><strong>Perché permette di progettare l’esperienza di navigazione. </strong>Una volta catalizzata l’attenzione dell’utente è la scienza dell’usabilità, della personalizzazione e del testing, a rendere queste landing page cosi performanti, tanto utili per l’utente finale quanto profittevoli per l’azienda.</li>
<li><strong>Perché è nostro.</strong> Non esiste il rischio, seppur remoto, che domattina Mark Zuckerberg si svegli divorato dalla filantropia e schifato dal business e decida di chiudere alle aziende il più noto social network mondiale.</li>
</ul>
<p>Resto pesantemente convinto che il sito web, cosi come il blog aziendale per i progetti social, rappresenti un <strong>punto di atterraggio</strong> che abita su un diverso livello rispetto ai <strong>punti di raccolta</strong> (social networks) in cui si catalizza l’<strong>attenzione</strong> ma più difficilmente si concretizza la <strong>conversione.</strong></p>
<p>A mio parere il gioco del web del futuro avrà luogo proprio su questo terreno, con una presenza aziendale sempre più nebulosa e frammentata che necessiterà però di un campo base dove rifugiarsi fino alla prossima tempesta modaiola, io credo che questo campo base possa essere il sito web<strong>.&#8221;</strong></p>
<p>Articolo di: Giorgio Soffiato<br />
Fonte: <a href="http://marketingarena.it" target="_blank">marketingarena.it</a></p>
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		<title>Skype in accordo con Facebook!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 13:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Skype ha cambiato il proprio status da “single” a “fidanzato”. Il gruppo, felicemente isolato per tempo grazie al proprio successo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/10/01/skype-in-accordo-con-facebook/facebbokeskype-factorysnc/" rel="attachment wp-att-1036"><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="facebbokeskype-factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/facebbokeskype-factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Skype ha cambiato il proprio status da “single” a “fidanzato”</strong>. Il gruppo, felicemente isolato per tempo grazie al proprio successo, potrebbe a breve comunicare un <strong>accordo con Facebook</strong> per rendere più “social” i propri contatti e portare al tempo stesso il proprio servizio direttamente sul network più importante al mondo. Inevitabilmente, alla luce dei numeri dei due gruppi, sarà un affare “win-win”.</p>
<p>Ad anticipare la notizia è Kara Swisher per All Things D, la quale indica l’avvenuto accordo tra le parti per una <strong>collaborazione sul piano degli SMS, delle comunicazioni vocali e di Facebook Connect</strong>. Difficile al momento prevedere quali sinergie le parti andranno a cercare nello specifico, ma parte del progetto può essere chiaramente intuita semplicemente sulla base dei vantaggi reciproci che la collaborazione può offrire.</p>
<p>Innanzitutto Skype potrebbe avvalersi delle connessioni tra gli utenti, consentendo così agli amici di trovarsi su Facebook per poter dialogare su Skype. A sua volta Skype offrirebbe a Facebook l’infrastruttura cercata per arricchire il servizio a disposizione degli utenti, qualcosa che aprirebbe ad un maggior coinvolgimento nel network e nella sua natura connettiva. L’integrazione potrebbe quindi <strong>portare Skype direttamente sulla chat del social network, oppure consentire l’invio di SMS</strong> facendo leva sul credito utilizzato già con Skype Out.</p>
<p>L’ultima beta del client Skype (5.0.0.123), inoltre, ha modificato parzialmente il ruolo dei messaggi di stato, creando una vera e propria bacheca degli aggiornamenti con cui tener in vista gli update dei propri contatti: l’integrazione potrebbe portare ulteriori contenuti proprio su questo spazio (con una tab specificatamente dedicata a Facebook), approfondendo così ulteriormente il legame tra i due brand. Il rilascio ufficiale di Skype 5 potrebbe a questo punto essere concomitante all’annuncio dell’era “Skypebook”.</p>
<p>Skype ha dalla sua una community di circa <strong>120 milioni</strong> di utenti attivi. Facebook può invece far leva su <strong>560 milioni</strong> di utenti circa. Entrambi sono in crescita costante ed entrambi stanno guardando alla quotazione in borsa come ad un obiettivo da perseguire (Skype nel breve periodo, Facebook entro il prossimo biennio). In questa fase la collaborazione è nel mutuo interesse e la stretta di mano potrebbe trovare annuncio ufficiale già nelle prossime ore.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a title="Webnews - factorysnc" href="http://www.webnews.it/2010/09/29/skype-e-ora-amico-di-facebook/" target="_blank">webnews.com</a></p>
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		<title>Facebook sta uccidendo il Web?</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2010/09/28/facebook-sta-uccidendo-il-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era inevitabile che accadesse, ed ora il momento è maturo: dopo anni di evoluzione, di cambiamenti e di adattamenti, la rete – il web...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.factorysnc.com/blog/2010/09/28/facebook-sta-uccidendo-il-web/facebook_vs_web_factorysnc/" rel="attachment wp-att-1024"><img class="alignnone size-full wp-image-1024" title="Facebook_vs_web_Factorysnc" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/Facebook_vs_web_Factorysnc.jpg" alt="" width="950" height="450" /></a></p>
<p><strong>Era inevitabile che accadesse, ed ora il momento è maturo:</strong> dopo anni di evoluzione, di cambiamenti e di adattamenti, la rete – <strong>il web – per come lo conoscevamo – sta morendo</strong>. Attenzione,<strong> il web, non internet</strong> – come sentenzia<strong> <a title="wired - factorysnc" href="http://www.wired.com" target="_blank">Wired.com</a></strong> di questo mese – già perché internet è il mezzo, lo strumento che ha portato una rivoluzione in ogni ambito possibile ed immaginabile della nostra vita, <strong>il web è il modo in cui ne abbiamo fruito</strong> – fino a ieri.</p>
<p>Ci siamo abituati a legare ogni azione a uno strumento specifico:<strong> è normale, è più comodo, è più veloce</strong> e l’evoluzione passa attraverso innovazioni che agevolano le cose, non che le complicano. Appunto, è normale. Ci stiamo abituando a tutto questo anche per un’altra ragione – collegata e complementare – ed è l’impressionante rapidità con cui la <strong>diffusione degli smartphone sta superando quella dei “normali” telefoni cellulari</strong><em> (Nielsen prevede che in Italia il sorpasso dei primi avverrà entro il 2012)</em>.</p>
<p>Se pensiamo poi che – secondo<em> Morgan Stanley </em>– <strong>entro 5 anni gli accessi online avverranno per la maggior parte attraverso device mobile piuttosto che tramite desktop</strong>, capiamo che il fatto di legare la nostra esperienza online ad apparecchi con display di dimensioni ridotte – o comunque inferiori a quelle di un computer tradizionale – diventi un’esigenza: <strong>le applicazioni sono appositamente studiate per schermi più piccoli e sono interamente dedicate</strong> all’azione da compiere (quanti di voi sarebbero felici di usare Twitter via web piuttosto che via Twitterrific, Tweetdeck o altro sullo schermo di un iPhone?).</p>
<p>E dopo questa doverosa (<em>…magari un po’ lunga</em>) premessa veniamo al punto: l’applicazione che negli ultimi 10 anni ha maggiormente cambiato le abitudini di milioni di persone è <strong>Facebook</strong>. E pensateci, <strong>più Facebook diventa parte delle nostre vite, delle nostre relazioni, ma anche del nostro business, più il legame con Facebook si fortifica</strong>, genera un vero e proprio fenomeno di<strong> lock-in</strong> tra noi e la creatura di Zuckerberg.</p>
<p>Tutto questo si ripercuote inevitabilmente anche – e soprattutto – su chi online ha investito per garantirsi una <strong>presenza</strong> (in una prima fase), una <strong>visibilità</strong> (qualche anno più tardi), un’<strong>interazione</strong> (un po’ più recentemente) e un <strong>rapporto</strong> (fino a qualche anno fa) con i propri consumatori – acquisiti o prospect – <strong>attraverso un sito web.</strong></p>
<p>Bene. La <strong>brutta notizia</strong> per tutti quelli di cui sopra è che sembra proprio che i<strong> vostri siti rischino di diventare dei – bellissimi – orpelli di cui potreste quasi fare a meno</strong>.<br />
La <strong>bella notizia è che non è esattamente così</strong>, almeno, non lo è per tutti, ma soprattutto c’è tutto il tempo di <strong>rimediare</strong> – fermandosi un attimo a pensare come investire i prossimi budget.</p>
<p><strong>Impressionante.</strong> Impressionante soprattutto se confrontiamo alcuni numeri con gli accessi ai siti “tradizionali” degli stessi brand, per farvi un’idea: <strong>Kraft Foods’ Oreo</strong> ha circa <strong>8.7 milioni di Like su Facebook</strong>, con circa <strong>71.000 nuove adesioni al giorno</strong>…e il sito? Beh,<strong> il sito è passato da 1 milione e 200 mila visite di Luglio 2009 a poco più di 320 mila dello stesso mese del 2010</strong>. Ma sarà un caso no? Mi sa di no. <strong>Coca Cola</strong>, ad esempio, ha <strong>11 milioni di Like su Facebook</strong>…ma a Luglio le visite sul suo <strong>sito</strong> sono state appena <strong>240.000 </strong>(<strong>- 42% </strong>in meno dell’anno scorso).</p>
<p>Insomma, non mi pare esagerato definire – oggi – <strong>Facebook come il più grande strumento di relationship-marketing a disposizione di brand e agenzie </strong>.<br />
Prima parlavo di fenomeno di lock-in tra gli utenti e Facebook, ma <strong>il lock-in è presente – e forse ancora più forte – anche con i brand</strong>: una <strong>Facebook Page</strong> può essere per molti aspetti considerata un <strong>“owned media”</strong> quando nella realtà dei fatti non lo è assolutamente perché <strong>non è posseduta da nessuno se non da Zuckerberg</strong>; il fatto che le aziende necessitino di essere presenti, che basino molti programmi di CRM proprio su questo canale e che, in fondo, Facebook fornisce gratuitamente statistiche sui loro consumatori, le rende <strong>ogni giorno più dipendenti dal canale</strong>.</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://lucadelladora.com" target="_blank">http://lucadelladora.com</a></strong></p>
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		<title>Programmi direttamente dal browser&#8230;</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/30/il-futuro-programmi-direttamente-dal-browser/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facciamo che sei nel futuro, tipo anno 2020 o giù di lì. Vai in ufficio, accendi il tuo bel computer, e ti accorgi che hai l’impellente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-892" title="rete" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/rete.jpg" alt="rete" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Facciamo che sei nel futuro, tipo anno 2020 o giù di lì</strong>. Vai in ufficio, accendi il tuo bel computer, e ti accorgi che hai l’impellente bisogno di un nuovo programma per scrivere i tuoi testi. Vai in negozio a comprarlo? Vecchio! Vai su un sito e lo scarichi a pagamento? Quasi-vecchio! Ok, ti do la soluzione futuristica: vai in un sito e utilizzi il programma direttamente da lì. Si, hai capito bene: direttamente dal tuo browser. Sito e programma, insomma, coincidono, e di fatto non hai più bisogno di scaricare o installare nulla nel tuo computer.</p>
<p><strong>Zzzot! Rieccoti ai giorni nostri. Non te la senti di aspettare 11 anni </strong>per rivivere questa eccitante esperienza? E allora eccoti la buona notizia: i software da utilizzare direttamente dal browser esistono già e, anzi, si stanno diffondendo sempre più. C’è chi, a sentir parlare di questi programmi, tira in ballo paroloni come “web 2.0”, chi si spinge al ben più scenico “web 3.0” e chi, addirittura, menziona il “cloud computing”. E c’è chi, più furbo di tutti, se ne rimane nella sua bella ignoranza e si getta a capofitto nelle meravigliose possibilità offerte da questi servizi web, per la maggior parte gratuiti. Ti va di conoscerne qualcuno? (vietato dire “no” o mi crolla il pezzo, sii buono).</p>
<p><strong>Partiamo piano, con uno strumento che sono certo conosci di sicuro: Google.</strong> Nella sua declinazione <a href="http://docs.google.com/">Google Docs</a> è uno dei migliori esempi di applicazione web pronta all’uso. Tutto quello che devi fare, è attivare un account Google, vale a dire crearti un indirizzo di posta elettronica Gmail. Non sai come si fa? Vai su www.gmail.com, clicca su Create an account, compila il modulo coi tuoi dati e ci sei. Fatto questo, vai pure su docs.google.com, inserisci i dati di accesso nella sezione Google Account e clicca su Sign In. Di fatto, sei davanti a un vero e proprio ufficio online, con Microsoft Office, OpenOffice e compagnia. Con la differenza che non devi scaricare ne installare alcun software. Vuoi creare un documento di testo? Clicca in alto a sinistra su New e poi su Document, e inizia a scriverlo! Se invece desideri creare un foglio di calcolo, in stile Excel, seleziona Spreadsheet. Google Docs ti offre tutti gli strumenti che trovi nei diretti concorrenti, inclusa, ovviamente, la possibilità di salvare direttamente online i documenti creati. In questo modo, tra l’altro, puoi aprire e gestire le tue creazione da un qualunque computer connesso a Internet, senza bisogno di memorizzare i file su chiavette e dischi vari e assortiti.</p>
<p><strong>Ok, lavoro, lavoro e ancora lavoro. Che ne dici di svagarti un po’,</strong> mettendo mano alle foto scattate durante le vacanze? Fai un salto su <a href="http://www.pixer.us/">Pixer</a> e il gioco è fatto. Non sarà Photoshop, ma ha il vantaggio di non richiedere una laurea per ottenere ottimi risultati, direttamente online e senza tirar fuori il becco d’un quattrino. Dalla pagina principale, clicca su Sfoglia, in alto, e carica la tua foto cliccando infine su Upload &amp; Edit. A questo punto, spazio alla fantasia: ridimensiona l’immagine cliccando su Resize, tagliane una porzione cliccando su Crop, ruotala con Rotate o aggiungi accattivanti effetti cromatici, cliccando su ColorFx. Con quest’ultimo, per esempio, dai un tocco “old style” con l’effetto Sepia.</p>
<p><strong>Ecco, vedi qual è il brutto di svagarsi con le immagini: uno inizia e non vorrebbe mai finire,</strong> tanto che il pensiero corre poi ai video. Pensa, infatti, che con l’incredibile <a href="http://www.jaycut.com/">JayCut</a> puoi modificare e montare i tuoi filmati. Tutto online, ovviamente, senza ricorrere ai vari Windows Movie Maker, Final Cut e via dicendo. Pensaci: carichi i tuoi video sul sito, magari direttamente dal villaggio dove stai trascorrendo le vacanze, e poi li ritocchi, per finire il lavoro a casa. Per usare JayCut, clicca in alto a destra su Register, e registrati. Una volta che sei nella tua pagina personale, clicca su Upload e carica i video. E poi? Poi via al montaggio!</p>
<p><strong>Sei appassionato di musica e vuoi far concorrenza ad Armin Van Buuren e DJ Tiesto?</strong> Poche pretese, eh? E allora molla i video e punta su <a href="http://www.jamglue.com/">Jamglue</a>. Qui, dopo esserti registrato, carichi le tue tracce audio preferite e le mixi e remixi online, con la strumentazione fornita in dotazione. In più, se te la cavi bene, diventi una star della community annessa, con la possibilità di vincere ricchi premi. Ok, fine della lezione, ora concludiamo con un paio di giochi da urlo. Ehi, quando dico “da urlo” mica esagero: <a href="http://www.quakelive.com/">Quake Live</a> ti chiede di scaricare solo un piccolissimo software, ma si fa perdonare offrendoti una perfetta replica di Quake III, uno dei migliori sparatutto di sempre. Da giocare tutto d’un fiato e contro migliaia di avversari umani. E poi, come farti mancare il calcio? <a href="http://www.powerchallenge.com/">Power Soccer</a> ti regala partite degne delle serie Fifa e Pro Evolution Soccer, giocabili direttamente online, con tante mosse a disposizione e  una grafica ricca di ottime animazioni. Tutto quello che devi fare è registrarti: dalla pagina principale, clicca su Sign up now it’s free, specifica i dati richiesti e accedi alla tua pagina personale. Da qui, puoi fare pratica, cliccando su To practice, oppure gettarti direttamente in campo, cliccando su Play official match. Occhio, però: a seconda del risultato, ti vengono assegnati o tolti punti, che influenzano il prestigio e le possibilità offerte alla tua squadra. Ehi! Perché non mi ascolti? Sei già in partita? Ops, buon divertimento!</p>
<p><strong>Info: <a href="http://www.wired.it/">Wired.it</a></strong></p>
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		<title>Promuoversi con i social network</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/29/turismo-promuoversi-con-i-social-network/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prenotare un viaggio on-line non è una passeggiata: le persone visitano oltre 20 siti di hotel e intermediari, cercano le migliori offerte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-887" title="turismo" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/turismo.jpg" alt="turismo" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>Prenotare un viaggio on-line non è una passeggiata:</strong> le persone visitano oltre 20 siti di hotel e intermediari, cercano le migliori offerte, comparano prezzi e soprattutto leggono consigli, commenti ed esperienze condivise dalle community, prima di confermare una prenotazione.</p>
<p><strong>Oltre all’ormai conosciutissimo sito di recensioni TripAdvisor</strong>, sono davvero tanti i social network e i blog turistici consultati dagli utenti per pianificare un viaggio, su cui una struttura alberghiera dovrebbe ambire a farsi trovare.</p>
<p><strong>I social media turistici da tenere d’occhio</strong></p>
<ol>
<li><strong>Trivago e Zoover:</strong> alla maniera di Tripadvisor, contengono recensioni alberghiere scritte da utenti di tutto il mondo. Consigli per l’albergatore su Trivago e Zoover: Monitorare i commenti fatti sulla propria struttura e quella dei competitor.</li>
<li><strong>Nextstop:</strong> sito di guide turistiche on-line ideato da due geni ex-dipendenti di Google, è già in rapida crescita ed è caratterizzato da un peculiare e divertente sistema di voti e punteggi per gli stessi autori (tutti i dettagli sono stati pubblicati nell’articolo Nextstop: il social network dove anche chi commenta viene votato). Consigli per l’albergatore su Nextstop: Controllare se ci sono guide sulla propria città con riferimenti all’albergo e relativi commenti da parte di altri utenti.</li>
<li><strong>Dopplr:</strong> ogni città ha un profilo con consigli su dove dormire, mangiare, mappe e una sezione di domande e risposte per gli iscritti. Consigli per l’albergatore su Dopplr: E’ possibile registrarsi gratuitamente e inserire la propria struttura con link diretto al sito ufficiale dell’hotel. Si può inoltre rispondere alle domande degli utenti.</li>
<li><strong>Where I have been:</strong> oltre ad essere una popolare applicazione Facebook, è considerato un sito molto utile per trovare informazioni di ogni genere sulle destinazioni. Consigli per l’albergatore su Where I have been: Ci sono apposite sezioni per gli hotel di ogni città. Controllare se l’hotel è presente e ci sono commenti al riguardo.</li>
<li><strong>Wikitravel:</strong> forse la più ampia collezione di informazioni User-Generated su luoghi da visitare, ristoranti, alberghi. Chiunque può aggiornare gli spazi ed aggiungere informazioni utili e il link al sito ufficiale dell’hotel. Consigli per l’albergatore su Wikitravel: Andare alla città desiderata e trovate se l’hotel esiste già e le informazioni relative sono corrette. Nel caso lo riteniate necessario potrete essere voi stessi ad inserire le informazioni e aggiornare i contenuti.</li>
<li><strong>Driftr:</strong> comunità di viaggio piacevole da vedere e da navigare per le belle immagini; anche Driftr contiene informazioni su dove stare e dove mangiare. Consigli per l’albergatore su Driftr: Controllare i profili utenti che hanno visitato la città e se ci sono riferimenti al proprio hotel.</li>
<li><strong>TripSay:</strong> riunisce le esperienze di viaggio per categorie comuni e consente agli utenti di scambiare consigli e opinioni. Consigli per l’albergatore su TripSay: trovare la propria città e controllare se tra i commenti degli utenti è citato il proprio albergo.</li>
<li><strong>Thorn Tree:</strong> forum della guida Lonely Planet molto partecipato, qui le discussioni ruotano intorno a destinazioni specifiche, argomenti generali e di nicchia (come “viaggiare con la famiglia”, “turismo responsabile”, “viaggi sperimentali”, ecc.). Consigli per l’albergatore su Thorn Tree: monitorare le discussioni relative alla propria destinazione e all’occorrenza consigliare il proprio hotel e fornire informazioni generali.</li>
<li><strong>Frommer’s e Fodor’s:</strong> entrambi hanno un forum dove gli utenti spesso richiedono informazioni su dove alloggiare. Consigli per l’albergatore su Frommer’s e Fodor’s: iscrivetevi e rispondete alle richieste fatte dagli altri utenti.</li>
</ol>
<p><strong>Oltre a questi specifici social network turistici,</strong> non dimentichiamo che molti utenti, per raccogliere informazioni sulle destinazioni, si affidano anche alle foto di Flickr, ai video di YouTube, a Twitter e Facebook. Nel caso siate voi a lasciare commenti o rispondere a richieste di informazioni e consigli da parte della community, siate schietti e offrite un aiuto reale, senza scadere nello spam. Inutile dire che è fondamentale invitare direttamente o tramite e-mail ognuno dei vostri clienti a lasciare un commento sulla propria struttura o un resoconto di viaggio sui siti sopra elencati.</p>
<p><strong>Ci sono moltissimi altri siti turistici dove poter registrarsi</strong>, interagire con gli utenti e aumentare la visibilità della propria struttura: oltre a quelli elencati, ne conoscete altri che valga la pena monitorare?</p>
<p>Info<strong> <a href="http://www.bookingblog.com/non-solo-tripadvisor-i-social-network-turistici-dove-lhotel-deve-farsi-conoscere/">bookingblog</a></strong></p>
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		<title>Comic Experience e Creatività</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/19/comic-experience-e-creativita/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 09:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La comicità informa il linguaggio e l’esperienza quotidiana, ne è parte vitale ed integrante, spesso in modo inconsapevole. La dimensione comica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-879" title="bimbismile" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/bimbismile.jpg" alt="bimbismile" width="950" height="450" /></p>
<p><strong>La comicità informa il linguaggio e l’esperienza quotidiana</strong>, ne è parte vitale ed integrante, spesso in modo inconsapevole. La dimensione comica è una presenza costante, ineludibile, in ogni aspetto dell’esistenza, ricorda Peter L. Berger, sociologo dell’Università di Boston e autore del libro <em>Homo Ridens</em> dedicato al senso comico nell’esperienza umana. La filosofia, la medicina, la psicoanalisi negli anni hanno elaborato teorie del riso e della percezione umoristica, evidenziandone, anche se da diverse prospettive, importanti aspetti cognitivi, fisiologici, educativi.<br />
<strong><br />
“L’umorismo è prima di tutto una risorsa per il proprio benessere e per una costruzione empatica delle relazioni“</strong>, dicono gli attori e autori comici Francesco e Max Morini nei loro corsi di risoterapia e comicità creativa. “L‘occhio comico, cioè il terzo occhio, ci permette di cogliere il divertente che è nella realtà quotidiana. Tutti gli esseri umani sono dotati di senso dell’umorismo (chi più chi meno!), cioè la facoltà, il sentimento del divertente“, sottolinea Francesco Morini.</p>
<p><strong>La prospettiva comica aiuta ad avere un distacco emotivo momentaneo</strong> dalla problematicità del quotidiano, allenta  le tensioni e permette di recuperare energie e punti di vista nuovi per gestire conflitti e problemi. Costruisce spazi-cuscinetto in cui ammortizzare quanto sta avvenendo. “Solo trasformando il conflitto-problema in oggetto comico“, spiega Max Morini, “ possiamo riuscire a ridimensionarlo nel giusto valore e significato. Come qualcuno in passato ha detto: &#8211; La comicità è un’anestesia momentanea del cuore (delle passioni)”.</p>
<p><strong>E in che modo avviene tutto ciò?</strong><br />
“L’umorismo e la comicità sono inscrivibili nel Pensiero Laterale”, chiarisce Max. “A fronte di un Pensiero Verticale, logico, attraverso il quale regoliamo il nostro vivere e con-vivere sociale, fatto di convenzioni linguistiche, comportamentali, culturali, il Pensiero Laterale comico-umoristico ci permette di ri-strutturare e re-inventare la nostra esistenza, alleggerendola e s-drammatizzandola”. “Possiamo approdare ad una visione inedita ed anti-convenzionale dei problemi e dei conflitti; con la Risoterapia Creativa, riattiviamo il nostro occhio comico ed alleniamo il Pensiero Laterale, cercando di scalfire le nostre rigidità psico-fisiche-caratteriali, per tornare a recuperare quella dimensione mentale infantile in cui non avevamo bisogno della comicità e dell’umorismo per essere felici”.<br />
<strong><br />
L’umorismo  è anche un aspetto centrale della conoscenza</strong>, così lo definisce Luca Casadio nel suo libro L’umorismo. Il lato comico della conoscenza, perché “decostruisce ogni costruzione razionale e lascia emergere molteplicità di significati e livelli di realtà“. L’esperienza comica “empowerizza” l’apprendimento, perché lo potenzia con emozioni positive e piacevoli e permette di rintracciare soluzioni nuove. Aiuta ad avvicinarsi ai propri limiti con meno giudizio (ma con autoironia) e quindi ad indagarsi in modo più libero; aumenta la capacità di saper stare con gli altri e soprattutto di poter scegliere il proprio comportamento, svincolandolo dalle logiche meccaniche di azione-reazione.<br />
<strong><br />
Ridere fa bene.</strong> Le emozioni positive possono accelerare la guarigione dalla malattia. Se la comicità è un ottimo strumento per un’ecologia della relazione con se stessi e con gli altri non vi è dubbio che sia anche il presupposto per una buona salute. Le beta-endorfine,  messe in circolo dalle ghiandole del nostro corpo per effetto del ridere, attivano molti processi fisiologici dell’organismo, rafforzando contemporaneamente anche il sistema immunitario.<br />
<strong><br />
Ridere diviene strumento terapeutico.</strong> In una nuova concezione della cura che “vede le emozioni, la mente, il corpo e lo spirito coinvolti tutti assieme nel processo di guarigione“ (Sonia Fioravanti) si fanno strada la Gelotologia (dal greco Ghelos, riso), cioè lo studio del riso e delle sue potenzialità terapeutiche, e la comicoterapia. Non dimentichiamo i clown-dottori. Il loro intervento, come chiarisce la Federazione nazionale Clown Dottori (FNC), si distingue da quello  di altri operatori che svolgono attività ludiche e di intrattenimento negli ospedali. Per fare un esempio,  durante alcune terapie dolorose, soprattutto nei reparti pediatrici, si inseriscono in affiancamento allo staff medico  con tecniche di distrazione e aiuto alla gestione dello stress e dell’ansia del paziente. “Portare la risata e le emozioni positive nei contesti sociosanitari aiuta ad accendere la scintilla vitale: [...] si compie un’operazione importante in senso terapeutico, fornendo alla persona strumenti per attivare le proprie risorse“ (Manifesto del Clown dottore).</p>
<p><strong>E’ usata anche nella formazione aziendale.</strong> Per capire meglio in che modo trova applicazione e come funziona il meccanismo della “comic experience” mi rivolgo ancora ai fratelli Morini, impegnati da anni in interventi di consulenza alle organizzazioni. Ed è Francesco che racconta la Team Comic Experience: “Nel nostro lavoro di formazione per le aziende ci occupiamo di diversi aspetti come le strategie di comunicazione efficace, il team building, la gestione dell’ansia e dello stress, la leadership. La costruzione del gruppo attraverso l’esperienza della Comicità, la Team Comic Experience, ci appassiona veramente molto. L’obiettivo è quello di aiutare le persone a creare e gestire un gruppo di lavoro, svilupparne il suo potenziale creativo,  finalizzarlo ad obiettivi comuni e portarlo a conseguirli con successo,  usando le risorse e le strategie del Linguaggio Comico-Umoristico in tutti i suoi aspetti, comunicativi, psico-sociologici e performativi. E’ divertente, ma anche molto faticoso. Quante resistenze!!!”.</p>
<p>Info <a href="http://www.7thfloor.it/2009/06/15/comic-experience-e-creativita/"><strong>7thfloor.it</strong></a></p>
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		<title>Adobe si apre agli smartphone</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/06/04/adobe-si-apre-agli-smartphone/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 21:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adobe Systems Inc., which makes the Flash software widely used on computers to play Internet videos, is trying to crack a new market: smart phones.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <img class="alignnone size-full wp-image-870" title="iphone e flash" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/iphone3gjpg.jpg" alt="iphone e flash" width="950" height="450" /></strong></p>
<p><strong>Adobe Systems Inc.</strong>, which makes the Flash software widely used on computers to play Internet videos, is trying to crack a new market: smart phones.</p>
<p><strong>But the software company&#8217;s year-plus effort to expand beyond the PC</strong> has been hampered by shifting strategies within Adobe and an inability to offer a version of Flash that runs on the iPhone and BlackBerry devices. Now, the San Jose, Calif., company is reengineering its software so Flash-based games and videos can run on different handsets as well as PCs without being modified. As part of the effort, Adobe has struck alliances with chip designers and phone makers and offered millions of dollars to developers willing to write programs for mobile devices that use its software.</p>
<p><strong>&#8220;Smart phones are where the game is now,&#8221;</strong> says Kevin Lynch, Adobe&#8217;s chief technology officer. &#8220;Our chips are on the table. We&#8217;ve made our bets.&#8221; But while Adobe later this year will release a trial version of Flash for phones running operating systems made by Palm Inc., Google Inc. and Nokia Corp., there is still no timetable for a version of Flash that will run on Apple Inc.&#8217;s iPhone or Research In Motion Ltd.&#8217;s BlackBerry.</p>
<p><strong>Mr. Lynch says Adobe has engineering teams dedicated to working on each major smart phone.</strong> In the case of the iPhone, the hold up isn&#8217;t entirely technical. &#8220;We need to have Apple&#8217;s agreement before we can do it,&#8221; he says. Apple and RIM declined to comment.</p>
<p>Like Adobe, many other companies that had focused on the PC market are now realizing they also need to jump into the fast-growing smart-phone market. Among those adopting this new religion are game companies such as Electronic Arts Inc. and business software makers such as Salesforce.com Inc.<br />
<strong><br />
The shift comes as smart phones,</strong> which are powerful enough to run programs, are proliferating, just as the PC market has weakened. Smart-phone sales jumped 13% to 36 million units in the first quarter , while PC shipments fell 6.5% to 67 million, according to research company Gartner. Adobe has much riding on the effort. It has been hit hard by the recession, with sales dropping 12% in the first quarter. Flash, which is embedded in many of Adobe&#8217;s products, is a key revenue generator for the company.<br />
<strong><br />
Creating a single version of Flash that works on PCs and smart phones</strong> is an about face for Adobe. For years, the company pushed separate software called Flash Lite for phones. That business brought in $115 million in fiscal 2008, more than double the previous year, but remains just a fraction of Adobe&#8217;s $3.6 billion in annual sales.<br />
<strong><br />
Within Adobe, getting Flash on cellphones</strong> competed with another effort to develop a high-definition version of Flash, among other projects. Through much of 2008, members of Adobe&#8217;s mobile group sat on different floors in the company&#8217;s San Francisco office from members of the team responsible for Flash. Adobe only formally combined the Flash and mobile groups in December as part of a broader cost-cutting effort.<br />
<strong><br />
Meanwhile, longtime ally Apple has balked at putting Flash on its devices.</strong> Apple Chief Executive Steve Jobs last year said Flash is too slow to run on the iPhone for technical reasons and Flash Lite doesn&#8217;t run enough programs to be included. Adobe CEO Shantanu Narayen says customers have been pressing his company to make Flash work on the iPhone. Analysts say one reason for Apple&#8217;s reluctance to embrace Flash is that phone makers differentiate themselves based on the software that runs on their devices. If a game is only available on the iPhone, for instance, that might convince someone to buy the device. As a result, it may be in the interests of Apple and RIM to keep Flash off their gadgets.</p>
<p><strong>In May 2008, Adobe launched the Open Screen Project</strong>, a group of more than 25 companies including handset makers and content creators, which committed to making Flash run on different devices.</p>
<p><strong>In February, Adobe and Nokia also created a $10 million fund for developers</strong> who create applications for mobile devices using Flash. So far, five grants have been awarded, says Matt Collins, a Nokia marketing director.</p>
<p><strong>Info: The Wall street journal</strong></p>
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		<title>New Yorker e telefono</title>
		<link>http://www.factorysnc.com/blog/2009/05/27/new-yorker-e-telefono/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 21:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Feliciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La copertina dell’ultimo numero del New Yorker è stata disegnata con le dita, ma senza usare nessun inchiostro. Come? Usando un iPhone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-856" title="the new yorker" src="http://www.factorysnc.com/blog/wp-content/uploads/newyorker.jpg" alt="the new yorker" width="950" height="450" /></strong></p>
<p><strong>La copertina dell’ultimo numero del New Yorker è stata disegnata con le dita</strong>, ma senza usare nessun inchiostro. Come? Usando un iPhone. “L’artista portoghese <a href="http://www.jorgecolombo.com/">Jorge Colombo</a> ha disegnato la copertina”, <a href="http://www.newyorker.com/online/blogs/tny/2009/05/jorge-colombo-iphone-cover.html">scrive il settimanale</a>, “usando <a href="http://brushesapp.com/">Brushes</a>, un’applicazione per l’iPhone, seduto per un’ora davanti Madame Tussauds a Times Square”.</p>
<p><strong>La realizzazione del disegno è stata poi registrata con <a href="http://brushesapp.com/viewer/">Brushes Viewer</a></strong>, e il video riassume in sessanta secondi la storia della copertina: dalla pagina bianca fino alla versione finale.</p>
<p><strong>“Il risultato è perfettamente in linea con lo stile del New Yorker</strong>, e Jorge Colombo non dà alcuna importanza al fatto che si tratti di una copertina ‘virtuale’. Quando alla fine ha visto il video, però, si è reso conto che disegnare in questo modo – sovrapponendo un po’ alla volta la forma e i colori – è un po’ raccontare una storia”.</p>
<p><strong>INFO: <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=798">Internazionale</a></strong></p>
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