Comic Experience e Creatività

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La comicità informa il linguaggio e l’esperienza quotidiana, ne è parte vitale ed integrante, spesso in modo inconsapevole. La dimensione comica è una presenza costante, ineludibile, in ogni aspetto dell’esistenza, ricorda Peter L. Berger, sociologo dell’Università di Boston e autore del libro Homo Ridens dedicato al senso comico nell’esperienza umana. La filosofia, la medicina, la psicoanalisi negli anni hanno elaborato teorie del riso e della percezione umoristica, evidenziandone, anche se da diverse prospettive, importanti aspetti cognitivi, fisiologici, educativi.

“L’umorismo è prima di tutto una risorsa per il proprio benessere e per una costruzione empatica delle relazioni“
, dicono gli attori e autori comici Francesco e Max Morini nei loro corsi di risoterapia e comicità creativa. “L‘occhio comico, cioè il terzo occhio, ci permette di cogliere il divertente che è nella realtà quotidiana. Tutti gli esseri umani sono dotati di senso dell’umorismo (chi più chi meno!), cioè la facoltà, il sentimento del divertente“, sottolinea Francesco Morini.

La prospettiva comica aiuta ad avere un distacco emotivo momentaneo dalla problematicità del quotidiano, allenta  le tensioni e permette di recuperare energie e punti di vista nuovi per gestire conflitti e problemi. Costruisce spazi-cuscinetto in cui ammortizzare quanto sta avvenendo. “Solo trasformando il conflitto-problema in oggetto comico“, spiega Max Morini, “ possiamo riuscire a ridimensionarlo nel giusto valore e significato. Come qualcuno in passato ha detto: – La comicità è un’anestesia momentanea del cuore (delle passioni)”.

E in che modo avviene tutto ciò?
“L’umorismo e la comicità sono inscrivibili nel Pensiero Laterale”, chiarisce Max. “A fronte di un Pensiero Verticale, logico, attraverso il quale regoliamo il nostro vivere e con-vivere sociale, fatto di convenzioni linguistiche, comportamentali, culturali, il Pensiero Laterale comico-umoristico ci permette di ri-strutturare e re-inventare la nostra esistenza, alleggerendola e s-drammatizzandola”. “Possiamo approdare ad una visione inedita ed anti-convenzionale dei problemi e dei conflitti; con la Risoterapia Creativa, riattiviamo il nostro occhio comico ed alleniamo il Pensiero Laterale, cercando di scalfire le nostre rigidità psico-fisiche-caratteriali, per tornare a recuperare quella dimensione mentale infantile in cui non avevamo bisogno della comicità e dell’umorismo per essere felici”.

L’umorismo  è anche un aspetto centrale della conoscenza
, così lo definisce Luca Casadio nel suo libro L’umorismo. Il lato comico della conoscenza, perché “decostruisce ogni costruzione razionale e lascia emergere molteplicità di significati e livelli di realtà“. L’esperienza comica “empowerizza” l’apprendimento, perché lo potenzia con emozioni positive e piacevoli e permette di rintracciare soluzioni nuove. Aiuta ad avvicinarsi ai propri limiti con meno giudizio (ma con autoironia) e quindi ad indagarsi in modo più libero; aumenta la capacità di saper stare con gli altri e soprattutto di poter scegliere il proprio comportamento, svincolandolo dalle logiche meccaniche di azione-reazione.

Ridere fa bene.
Le emozioni positive possono accelerare la guarigione dalla malattia. Se la comicità è un ottimo strumento per un’ecologia della relazione con se stessi e con gli altri non vi è dubbio che sia anche il presupposto per una buona salute. Le beta-endorfine,  messe in circolo dalle ghiandole del nostro corpo per effetto del ridere, attivano molti processi fisiologici dell’organismo, rafforzando contemporaneamente anche il sistema immunitario.

Ridere diviene strumento terapeutico.
In una nuova concezione della cura che “vede le emozioni, la mente, il corpo e lo spirito coinvolti tutti assieme nel processo di guarigione“ (Sonia Fioravanti) si fanno strada la Gelotologia (dal greco Ghelos, riso), cioè lo studio del riso e delle sue potenzialità terapeutiche, e la comicoterapia. Non dimentichiamo i clown-dottori. Il loro intervento, come chiarisce la Federazione nazionale Clown Dottori (FNC), si distingue da quello  di altri operatori che svolgono attività ludiche e di intrattenimento negli ospedali. Per fare un esempio,  durante alcune terapie dolorose, soprattutto nei reparti pediatrici, si inseriscono in affiancamento allo staff medico  con tecniche di distrazione e aiuto alla gestione dello stress e dell’ansia del paziente. “Portare la risata e le emozioni positive nei contesti sociosanitari aiuta ad accendere la scintilla vitale: [...] si compie un’operazione importante in senso terapeutico, fornendo alla persona strumenti per attivare le proprie risorse“ (Manifesto del Clown dottore).

E’ usata anche nella formazione aziendale. Per capire meglio in che modo trova applicazione e come funziona il meccanismo della “comic experience” mi rivolgo ancora ai fratelli Morini, impegnati da anni in interventi di consulenza alle organizzazioni. Ed è Francesco che racconta la Team Comic Experience: “Nel nostro lavoro di formazione per le aziende ci occupiamo di diversi aspetti come le strategie di comunicazione efficace, il team building, la gestione dell’ansia e dello stress, la leadership. La costruzione del gruppo attraverso l’esperienza della Comicità, la Team Comic Experience, ci appassiona veramente molto. L’obiettivo è quello di aiutare le persone a creare e gestire un gruppo di lavoro, svilupparne il suo potenziale creativo,  finalizzarlo ad obiettivi comuni e portarlo a conseguirli con successo,  usando le risorse e le strategie del Linguaggio Comico-Umoristico in tutti i suoi aspetti, comunicativi, psico-sociologici e performativi. E’ divertente, ma anche molto faticoso. Quante resistenze!!!”.

Info 7thfloor.it

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