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Dicevano i latini: “Mater semper certa est … pater nunquam.”
Mark Zuckerberg festeggia i 4 anni del suo piccolo Facebook. Il 4 Febbraio 2004 veniva alla luce, nello studentato di Harvard, quello che in pochi anni è diventato il più grande Social Network e una delle più importanti start-up internet.
La paternità di Facebook ha i suoi lati oscuri, come ogni storia di successo. I fondatori di ConnectU.com denunciarono qualche tempo fa Zuckerberg per avergli rubato l’idea e la tecnologia. ConnectU ottenne un cospicuo risarcimento dal tribunale di Boston, ma Zuckerberg è diventato lo stesso uno degli uomini di successo di questo nuovo secolo.
La sua storia è paradigmatica. E come ogni storia di successo ha alcune componenti di base che si ripetono.
- Il talento.
Saltiamo i preamboli. Il giovanissimo Zuckerberg, dai dintorni di New York City approda alla Facoltà di Psicologia di Harvard e invece di studiare, mette subito a frutto il suo grande talento per la programmazione. Oggi possiamo confermare che la facoltà di Psicologia non era completamente sbagliata: le relazioni sociali e le dinamiche dei gruppi e delle reti sono la quintessenza del suo business. - Le idee.
Ha sempre avuto alcune idee fisse, come quella di condividere le foto degli studenti e di metterli in comunicazione tra loro. Invece di frequentare i corsi – lascerà infatti Harvard un anno dopo il lancio di Facebook – lavora con grande capacità e soddisfazione ad un insieme di siti dai nomi emblematici: “CourseMatch” e “FaceMatch”, dai quali prende vita “TheFacebook.com”. - Le capacità: visione e determinazione.
La diffusione di TheFacebook.com nelle più prestigiose Università americane fu velocissima, altrettanto in Canada, in Gran Bretagna e presto nel resto del mondo. Con forza e determinazione il padre di Facebook ha saputo gestire una crescita spaventosa, convincere i finanziatori, raccogliere fondi e capitali di ventura, primi fra tutti Peter Thiel, fondatore di PayPal. Una visione semplice e neanche nuova: una rete di persone e non di computer o di pagine web. - L’intuito.
Si sa, i nomi di dominio migliori, oggi si comprano a caro prezzo, sono quasi tutti registrati. Con la rispettabile cifra di 200.000$, Thefacebook.com diventa Facebook.com. Le caratteristiche di un buon dominio internet: breve, facile da ricordare, facile da pronunciare, descrittivo, niente numeri o caratteri speciali (arghh..7thfloor !!), .com senza discussioni, la potenzialità di diventare un vero brand. Facebook ce le ha tutte. - I soldi.
Il resto è storia recente. I conti ancora non tornano, ma è normale per una startup internet. Nessun grande investitore (Yahoo!, Google, etc.) è riuscito a metterci le mani sopra e la quotazione in borsa, con la crisi finanziaria, può aspettare. Intanto, il tasso di crescita è vertiginoso, raddoppiano gli utenti in pochi mesi. I costi pure, perchè nell’economia immateriale dei social media e dei contenuti gratuiti generati dagli utenti, i soldi veri servono per pagare: l’energia elettrica (1 milione di dollari!), connessione di rete a larga banda, decine di migliaia di server, uffici (Paolo Alto), datacenter e pochi dipendenti (circa 700).
Come possiamo vedere, ex post, in ogni storia di successo, gli ingredienti di base rimangono sempre gli stessi: idee, talento, capacità da vero leader, visione e determinazione, intuito e denaro.
Tanti auguri Facebook, tanti auguri Mark!
Info 7THFloor

